Sanofi trasforma il sito di Anagni e accelera sulla rivoluzione biotech
Il presidente Cattani: riconoscere il ruolo delle Life Sciences come leva di crescita, istituzioni e territori devono lavorare insieme per innovazione e competitività
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Lo stabilimento Sanofi di Anagni è in una fase di profonda trasformazione strategica: dal consolidato know-how nella sintesi chimica a soluzioni biotecnologiche avanzate, con un nuovo reparto dedicato alle terapie enzimatiche per le malattie metaboliche rare e l’integrazione della produzione del vaccino HIB. Un passaggio inevitabile che procede in parallelo con la rivoluzione tecnologica e digitale degli impianti, nonché l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi.
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Le novità sono state presentate nel corso dell’incontro “Innovazione e sostenibilità per guidare le sfide dell’industria e della salute del futuro”, organizzato proprio nello stabilimento del Lazio, nel quale si è discusso anche degli strumenti necessari a rafforzare attrattività degli investimenti, filiere, competenze e capacità produttiva delle Life Sciences in Italia.
L’impatto sul territorio
“La capacità di produrre salute è una componente strategica della competitività di una nazione – ha detto Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato, Sanofi Italia e Malta e presidente di Farmindustria -. Significa certamente garantire continuità di fornitura e accesso ai pazienti ma anche generare innovazione, occupazione, competenze qualificate, capacità produttiva e valore per i territori”.
Secondo l’ultimo Report d’impatto, realizzato da Sanofi con la collaborazione di KPMG Italia, le attività di Sanofi nel Lazio hanno generato un contributo al Pil di 62 milioni di euro con il sito di Anagni che ha contribuito ad attivare 1.050 posti di lavoro complessivi, distribuendo 55 milioni di euro di reddito alle famiglie dei lavoratori coinvolti. Si tratta, dunque, di un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica e digitale sul territorio nel quale sono stati investiti negli ultimi tre anni, con il supporto del ministero delle Imprese e del Made in Italy, circa 36 milioni di euro, 16,5 milioni solo nel 2025.
Lo stabilimento, che esporta l’80% della produzione, è uno dei maggiori centri di liofilizzazione in Europa, a cui si aggiunge un impianto pilota per lo sviluppo di nuovi cicli di liofilizzazione. Il nuovo reparto è destinato a produrre terapie enzimatiche sostitutive per le malattie metaboliche rare da accumulo lisosomiale, area in cui Sanofi ha un expertise di oltre 40 anni. In questi mesi, inoltre, sono state inoltre completate le attività di validazione per l’integrazione della produzione del vaccino HIB (Haemophilus Influenzae di tipo B) che Sanofi produce sia in formulazione monovalente che in combinazione con altri vaccini, come il vaccino esavalente a uso pediatrico.








