Inter e Milan

San Siro, strada in salita per la vendita. Il Comune fissa i paletti per il contributo pubblico a bonifiche e demolizioni

La maggioranza del Pd prende tempo e valuta ancora il progetto. Simonelli (Lega Serie A): «Milano così può perdere gli Europei»

di Sara Monaci

3' di lettura

3' di lettura

Un incontro che non indica la scelta definitiva ma prende tempo. È stato questo l’esito del confronto sulla vendita di San Siro tra la vicesindaca di Milano, Anna Scavuzzo, momentaneamente anche delegata all’Urbanistica (finché non si troverà un altro assessore), e i vertici del Pd.

Qualche paletto è stato comunque fissato dal Comune, come riportato dalla capogruppo del Pd Beatrice Uguccioni, sulle compartecipazione pubblica ad eventuali costi aggiuntivi che le squadre Inter a Milan potrebbero sostenere. Si parla di un tetto di 9 milioni per le bonifiche; 12 milioni per la riqualificazione del tunnel Patroclo e altri 12 per la demolizione dello stadio. Valutazioni che comunque verranno fatte a consuntivo, cioè a lavoro ultimato da parte di Inter e Milan, o comunque in fase avanzata dei cantieri.

Loading...

A questo si aggiunge la richiesta del comitato per la legalità di ricevere garanzie sulla capacità finanziaria degli acquirenti (attraverso l’uso di fidejussioni) e sulla continuità del progetto (attraverso il meccanismo dell’earn-out: se nei primi cinque anni le squadre vendessero l’area a terzi a valori superiori rispetto a quelli stabiliti, il Comune incasserebbe una plusvalenza fino al 50%, per poi ridursi).

A Palazzo Marino ieri erano tutti presenti: sia i rappresentanti del gruppo del Pd in consiglio comunale, sia vertici del partito milanese. Ma una posizione chiara sulla vendita di San Siro a Inter e Milan, dopo sei anni di dibattito, ancora non c’è. O meglio: forse ci sarebbe stata, ma le inchieste della procura sull’Urbanistica hanno complicato ulteriormente lo scenario. In linea generale la maggioranza dei democratici avrebbe sostenuto la delibera della giunta guidata da Beppe Sala, che a questo punto avrebbe già avviato la vendita alle società calcistiche per 197 milioni, cifra indicata dall’Agenzia delle entrate. Tuttavia le indagini dei pm di Milano hanno messo a nudo un possibile interesse della finanza immobiliare anche su queste aree, e così i democratici si trovano a fare una scelta difficile: sostenere la giunta milanese o marcare politicamente la distanza rispetto a scelte urbanistiche finite nelle pagine delle inchieste. In sostanza: assumersi una pesante - quanto necessaria - responsabilità politica o salvare la faccia. Non facile.

Per questo il Pd prende tempo. Per ora cerca il racconto neutro della valutazione progettuale. Fatto vero, sicuramente: ci sono temi da sviscerare approfonditamente, tra cui appunto i possibili costi aggiuntivi che potrebbero essere scaricati dalle squadre sul Comune, come le bonifiche delle aree verdi, la riqualificazione del tunnel Patroclo, la demolizione parziale dello stadio Meazza (e su cui come detto Palazzo Marino sta cercando di fissare un limite).

Ma a questo punto il nodo è evidentemente politico, e la politica in questo momento non sa scioglierlo.

Entro fine mese dovrà comunque essere presa una posizione. Le squadre incalzano per una decisione entro il 30 settembre, inoltre il 10 novembre scatta il vincolo della sovrintendenza per il secondo anello dello stadio Meazza, che renderebbe impossibile la demolizione. Per la capogruppo del Pd Beatrice Uguccioni è «fondamentale il rispetto dei paletti approvati: 71.500 posti, volumetrie più basse, neutralità carbonica, il tema dell’allontanamento dalle case, un parco da 52mila metri quadrati da restituire al Comune. Stiamo facendo una serie di passaggi interlocutori - ha detto - Per ora non facciamo la conta, vogliamo approfondire le tematiche». Per quanto riguarda le inchieste Uguccioni si è detta «garantista, valuteremo di volta in volta».

Nel frattempo si è aggiunta anche la voce di Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, che su San Siro si è detto «preoccupato». Ha sottolineato che «da milanese adottivo sarei dispiaciuto che Milano perdesse gli Europei per il mancato adeguamento di San Siro».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti