Il decreto in Cdm

Salva casa: regolarizzare una veranda o una stanza costerà fino a 31mila euro

Oltre alle irregolarità più piccole il decreto disciplina anche difformità più rilevanti. Per queste bisognerà pagare una sanzione commisurata all’aumento di valore dell’immobile

di Giuseppe Latour

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2' di lettura

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Una sanzione commisurata all’aumento di valore dell’immobile, fino a un massimo di 30.984 euro. Che servirà a regolarizzare le situazioni di difformità più pesante dai progetti depositati in Comune, come una stanza in più o una veranda chiusa. Purché - va sottolineato - non si ricada in situazioni di totale mancanza di titoli edilizi: gli abusi completi non saranno, infatti, sanabili. Nella scala di difformità disegnata dal decreto Salva casa, il gradino più alto è riservato a una norma che rivede l’accertamento di conformità, cioè la procedura che già oggi consente di «ricondurre alla legalità gli abusi edilizi», come spiega la relazione illustrativa che accompagna il provvedimento.

La doppia conformità

Partendo da quello che avviene oggi, in caso di irregolarità un’opera può essere sanata solo quando ci sia l’allineamento sia alla normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della realizzazione sia a quella in vigore al momento della presentazione dell’istanza. Questo doppio paletto è la famigerata doppia conformità: un limite quasi impossibile da superare nella maggioranza dei casi. E questo lascia molti immobili in una sorta di limbo, rendendoli impossibili da vendere o anche solo da ristrutturare.

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Le semplificazioni

Le nuove regole rivedono la procedura. La doppia conformità resta per gli abusi totali, che quindi restano sostanzialmente bloccati, mentre arriva una semplificazione per le ipotesi di difformità parziale rispetto al titolo depositato in Comune. Si tratta di casi come la chiusura di una veranda o la realizzazione di una stanza non dichiarata.

Quanto si paga

Sarà sufficiente, per ottenere la sanatoria, essere allineati alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda e alla disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione dell’intervento. Andrà presentata una Scia o richiesto un permesso di costruire in sanatoria, insieme al quale dovrà essere pagata una sanzione compresa tra mille e 31mila euro, commisurata all’aumento del valore dell’immobile: sono cifre ottenute moltiplicando le sanzioni già previste in caso di sanatoria con doppia conformità. Lo sportello unico edilizia del Comune potrà, comunque, condizionare la regolarizzazione a interventi considerati essenziali per garantire il rispetto di norme igieniche, di sicurezza, di efficientamento energetico o di rimozione delle barriere architettoniche.

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