Design

Il Salone del Mobile chiude con 302mila visitatori, record di presenze estere

Numeri in linea con l’edizione del 2023 (l’ultima con la biennale Euroluce). Forte presenza internazionale, il 68%, con buyer da 151 Paesi

di Giovanna Mancini

. (Photo by Gian Mattia D'Alberto/Lapresse)

5' di lettura

5' di lettura

Il Salone del Mobile di Milano 2025 chiude con 302.548 visitatori, un numero in linea con l’edizione del 2023, l’ultima con la biennale di Euroluce e quindi confrontabile per affluenza.

Significativa la percentuale dei visitatori esteri, una cifra “record”, dice la presidente del Salone Maria Porro: «Il 68% del totale, in arrivo da 151 Paesi». In testa la Cina, sebbene gli operatori siano in lieve flessione rispetto al 2023 e in calo più marcato rispetto al 2024, «il che riflette il brusco rallentamento che questo mercato ha subito». Gli Stati Uniti scendono all’ottavo posto, quindi la questione dazi si fa sentire, ma nota Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, che «aver potuto incontrare direttamente i clienti statunitensi in questa fase ancora di grande incertezza è stato fondamentale per le nostre aziende».

Loading...

I numeri della 63esima edizione

«L’edizione 63 del Salone del Mobile è stata un faro in un 2025 di sfide globali: ha dimostrato forza e visione condivisa - ha dchiarato Maria Porro -. Con 302.548 presenze si conferma, ancora una volta, la centralità della Manifestazione nel creare connessioni tra oltre 2.100 espositori da 37 Paesi e una comunità che ha scelto Milano. Il settore ha dimostrato, ancora una volta, quanto qualità e innovazione di processo e prodotto siano ingredienti chiave di una competizione internazionale sempre più sfidante. In linea con le aspettative, Euroluce ha ridefinito il futuro dell’illuminotecnica, creando una spinta nella competitività tra aziende italiane all’avanguardia –con oltre l’80% del fatturato complessivo generato dall’estero – e un 45% di aziende estere, leader del settore. SaloneSatellite ha celebrato 700 talenti emergenti, aprendo nuove riflessioni sulle possibili interazioni tra artigianato e industrial design».

«Siamo soddisfatti della risposta arrivata soprattutto da addetti ai lavori e buyer che individuano nel Salone del Mobile un luogo fisico in cui il settore si ritrova, si confronta e rilancia con visione e determinazione il lavoro di un anno – aggiunge Feltrin -. In questa edizione abbiamo registrato un significativo incremento degli operatori stranieri, con una presenza particolarmente forte da parte degli europei. Un segnale importante: l’Europa è il primo mercato di riferimento per il nostro settore e continua a guardare al Salone come a un appuntamento imprescindibile per il business e il confronto professionale».

Buyer in arrivo da 151 Paesi

Tra i Paesi più presenti, aggiunge Porro, tiene bene l’Europa, che rimane ancora il principale sbocco per l’arredo italiano. Incoraggiante la presenza della Germania, al secondo posto, seguita da Spagna e Polonia, poi da Brasile, Russia, Francia, Usa, India e Svizzera. Interessante il dato deli Emirati Arabi Uniti (mercato in forte crescita), raddoppiato rispetto al 2023, e quello del Giappone, passato dal 20esimo al 13esimo posto.

Un altro aspetto importante, sottolinea Porro, è quello degli studenti, in particolare esteri: «È il pubblico del futuro ed è aumentato del 38%».

C’è stato anche un grande lavoro di scrematura dei visitatori, precisa la presidente, e ha funzionato la scelta di dividere in due dei flussi di operatori, con i primi tre giorni dedicati esclusivamente ai buyer e gli ultimi tre aperti anche ai produttori. «Questo ha creato le condizioni per lavorare meglio», dice Porro e le sue parole trovano conferma in quelle di molti imprenditori che abbiamo incontrato.

Le voci degli espositori

«C’è stato un miglioramento nel flusso dei visitatori, molto positivo per dedicarsi ai clienti e a creare nuovi contatti - dice Giorgio Gobbi, managing director del gruppo Dexelance che, con 12 aziende in portafoglio, era presente con nove stand in fiera -. Abbiamo avuto un impressione molto buona, sia come numero di visitatori, in crescita, sia come qualità, in particolare a Euroluce, favorita dal nuovo format e forse anche dal ridimensionamento delle fiere tedesche del settore».

«Abbiamo venduto più del solito e trovo che quest’anno il Salone avesse una migliore struttura a livello di organizzazione. Dovremmo chiudere con circa 30mila accessi al nostro stand, di cui un terzo di sostanza, che ha generato nuovo business», conferma Daniele Lago, presidente e head of design dell’azienda veneta Lago. Che tocca anche un altro punto importante: «Abbiamo fatto buoni numeri anche nel nostro nuovo showroom di via Durini, ma il Salone è un’altra cosa e dobbiamo tenercelo stretto.

Il futuro del Salone

Un tema attualissimo, in una fase che ha visto perdere smalto alcune importanti manifestazioni internazionali del settore, tra cui Imm Cologne, che ha addirittura annullato l’edizione 2025, e che si lega a quello delle progressive “defezioni” dal Salone di alcuni marchi storici dell’arredo italiani, che hanno preferito presentare le nuove collezioni nei propri showroom in centro città. Un tema delicato, che dovrà essere affrontato se si vuole mantenere la forza internazionale di un “sistema design” che in Italia può contare su una filiera (quella del legno-arredo) che nel 2024 ha generato 51,7 miliardi di euro di fatturato e che nel Salone ha una vetrina internazionale a oggi senza eguali.

Soddisfatti per l’afflusso, e per la risposta interessata dei clienti, anche nello stand di Frigerio, nonostante qualche scetticismo iniziale, spiega Riccardo Frigerio, responsabile ricerca e sviluppo e terza generazione alla guida dell’azienda di famiglia. «Noi crediamo fortemente nel Salone, ma l’assenza di alcune aziende importanti è un tema. Il salone e il Fuorisalone vivono in osmosi e dobbiamo stare attenti a non perdere questa forza, questa unione del nostro settore, anche se certamente per noi imprese si tratta di uno sforzo importante e non solo in termini di costi, ma anche di energie».

Lema ha presentato la nuova immagine con uno stand diverso dagli scorsi anni nel concept: «Una rivoluzione per noi e quindi eravamo un po’ preoccupati, ma devo dire che è andata benissimo - dice Angelo Meroni, amministratore delegato dell’azienda brianzola -. È stato l’anno senza Eurocucina, quindi come sempre accade ci sono state meno persone tra gli stand. Ma abbiamo avuto molti visitatori un po’ da tutto il mondo e siamo soddisfatti».

Anche in città i numeri sono stati positivi, per chi ha scelto di non partecipare con uno stand in fiera. Soddisfatto Luca Fuso, amministratore delegato di Cassina e Zanotta, che stima un aumento del 25% circa dell’afflusso nel negozio di via Durini rispetto allo scorso anno. Buona la prima, per così dire, per Molteni&C, che quest’ann per la prima volta ha esposto le nuove collezioni nello showroom di sette piani in via Manzini, aperto al pubblico lo scorso dicembre e inaugurato ufficialmente durante la Design Week.

Per quanto riguarda i numeri della città, si sono registrati 15mila accessi al giorno alla Pinacoteca di Brera (dove era allestita l’opera di Es Devlin, promossa dal Salone del Mobile), mentre per quanto riguarda gli eventi di Interni, si sono registrati 250mila ingressi all’Università Statale (contro i 240mila dell’edizione 2024); all’Orto Botanico oltre 50mila (come nel 2024), mentre all’Audi House of Progress al Portrait 150mila (140mila nel 2024).

La guida eventi di Fuorisalone.it ha proposto online 1.066 eventi raccontati sul sito da più di 5mila immagini prodotte da oltre 100 e.Reporter, studenti selezionati dal Politecnico di Milano e dalla Northeastern University di Boston. L’edizione ha contato dall’inizio dell’anno un’audience online cresciuta del 5% con di più di 660mila utenti unici e più di 4 milioni di pagine viste, con visitatori del sito provenienti da 166 diversi Paesi.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti