Salone del Mobile, la guerra in Iran non ferma espositori e visitatori
Porro: «Biglietteria in linea con il 2025. Contatti costanti con Farnesina e ambasciate a supporto degli operatori». Timori di un calo di visitatori da Medio Oriente e Asia. Al momento poche disdette
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Qualche azienda teme il rischio di un Salone del Mobile (21-26 aprile) «sotto tono», a causa della crisi in Medio Oriente, che potrebbe impedire l’arrivo a Milano degli operatori provenienti dall’area coinvolta nel conflitto - in particolare gli Emirati Arabi Uniti - o che dovrebbero transitare per il Golfo per raggiungere l’Italia.
Al momento, però, i numeri ufficiali sembrano rassicuranti: «Le vendite della biglietteria sono in linea con quelle dello scorso anno a un mese dall’evento - spiega la presidente Maria Porro -. Quindi, al momento, non abbiamo segnali di disdette significative da parte dei visitatori, anche se è probabile che, se la situazione non dovesse migliorare, ci sarà un calo di presenze dai Paesi più coinvolti».
Le attese per il Salone
Ma i visitatori dagli Emirati rappresentano appena l’1,3% delle presenze totali, fanno sapere dal Salone, che potrebbero essere compensati dai visitatori di altri Paesi, in particolare dal Sud America o dagli Stati Uniti, che in questo momento hanno numeri molto buoni.
Anche i buyer dall’India e dall’Estremo Oriente - mercati importantissimi per l’arredo-design italiano - dovrebbero riuscire ad arrivare: «Molti stanno cercando soluzioni alternative per arrivare - aggiunge Porro -: anche le compagnie aeree stanno riorganizzando le tratte, ad esempio dall’India. Volare sarà più costoso, e quindi alcuni clienti potrebbero ridurre il numero il persone che mandano, ma c’è voglia di essere al Salone». Gli stessi organizzatori sono in costante contatto con la Farnesina e le ambasciate, per risolvere le problematiche, ma anche per gestire eventuali rinunce da parte dei buyer invitati attraverso il programma di incoming di Ice e riorganizzare gli inviti su altri player, dato che, come ogni anno, le richieste di partecipazione al programma superano i posti disponibili». Sul fronte degli espositori, invece, solo un’azienda libanese ha annullato la partecipazione.
La conferma di questa situazione di attesa arriva anche dagli albergatori: «A oggi non registriamo cancellazioni significative - dice Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano -. Se la crisi dovesse prolungarsi, alcune disdette saranno inevitabili, ma arriveranno all’ultimo momento».








