Salone del Mobile, le aziende ucraine presenti in fiera
Nonostante il momento difficile, un piccolo gruppo di marchi dell’arredo è a Rho Fiera Milano. La storia di llab.design, specializzato nella lavorazione del marmo
di Sara Deganello
2' di lettura
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Ci sono otto aziende dell’arredo ucraine al Salone del Mobile 2023: sette sono riunite in un’unico stand nel padiglione 24 (Donna Furniture, Instech, Mebus Manufacture, Noom, Panoptikum, Tivoli, Woo), una è al padiglione 22 (Mirt Furniture Interiors). Questi brand non hanno pagato per essere presenti alla manifestazione di Rho Fiera Milano, e sono stati aiutati dal loro ministero per le fiere internazionali, in collaborazione con l’ambasciata ucraina in Italia.
Il nuovo brand llab.design
A racconta la partecipazione ucraina al Salone è Aleksandr Bosenko, chief architect del marchio llab.design nato l’anno scorso ad aprile, frutto dell’incontro tra uno studio di progettazione e un’azienda specializzata nella lavorazione tradizionale del marmo: è infatti la collaborazione tra l’Aiix Studio dello stesso Bosenko e Vadim Livshyts, terza generazione alla guida dell’azienda familiare ucraina di lavorazione della pietra Instech.
«Siamo molto orgogliosi di essere insieme alle altre aziende in questo stand. Abbiamo avuto visitatori da tutto il mondo: il pubblico sta apprezzando tutti i nostri prodotti. Per quanto riguarda llab.design, la sede del brand è a Kiev e la produzione tutta in Ucrainia. L’azienda madre ha 70 dipendenti. Stiamo lavorando, anche se è un momento difficile: è il nostro modo di aiutare le famiglie dei nostri dipendenti e di chi è stato chiamato al fronte. È la sola possibilità di rendere le persone sicure di avere un futuro, di avere speranza».
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Clienti da America ed Europa
Il brand, spiega Bosenko insieme a Livshyts, è nato due mesi dopo l’inizio della guerra, anche come un modo per fare qualcosa, per aiutare i loro concittadini: «Mostriamo al mondo il nostro design, la qualità dei nostri prodotti. Abbiamo avuto commesse dagli Usa, dalla Svizzera, dal Belgio. Lavoriamo con designer ucraini ma siamo aperti anche ad altre collaborazioni». racconta.



