Aziende e sostenibilità

Salari, le società benefit pagano di più

Tremila euro l’anno in più rispetto alle non-benefit. Emerge dalla Ricerca nazionale sulle società benefit 2026. Sono 5.600 in Italia

di Davide Madeddu

(Adobe Stock)

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Il numero di società benefit in Italia cresce. Nell’ultimo anno, al primo posto c’è la Lombardia, si è registrato un incremento del 20% rispetto all’anno precedente e, per le grandi imprese, un’incidenza del 2,2% sul totale. A delineare questo scenario, che riguarda 5.540 aziende che hanno scelto questa strada, è la Ricerca nazionale sulle sulle società benefit 2026, realizzata da Nativa, il Research Department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit.

«L’analisi delle performance nel periodo 2022-2024 evidenzia una dinamica migliore delle società benefit rispetto alle imprese tradizionali (confrontabili per dimensione e macrosettore) - si legge nel rapporto - , nonché un impatto economico e sociale più rilevante». Sul piano del fatturato si regista una crescita del 14,6% «a fronte del 5,3% delle non-benefit (in termini mediani)». A crescere anche il valore aggiunto che per le imprese benefit aumenta del 19,7%, contro il 12,6% delle imprese tradizionali.

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L’occupazione e i salari

C’è poi l’aspetto occupazionale. Anche in questo caso l’incremento è favorevole per le benefit che nel 2025 impiegavano 241 mila addetti con un incremento di oltre l’11% rispetto ai 217 mila dell’anno precedente. «Sul piano economico - prosegue ancora lo studio -, le società benefit hanno generato 69 miliardi di euro di valore della produzione nell’anno fiscale 2024, in aumento rispetto ai 62 miliardi dell’anno precedente e pari al 2,5% del valore complessivo generato da tutte le società registrate».

In crescita anche il costo del lavoro che ha un aumento del 21,6% rispetto all’11,2% delle non-benefit. «Nel 2024, inoltre, il salario per addetto nelle società benefit risulta superiore di circa 3.000 euro rispetto a quello delle imprese non-benefit comparabili (sempre in termini mediani) - sottolinea lo studio -. Dati che evidenziano una maggiore redistribuzione del valore verso le persone e le loro famiglie, in un contesto economico caratterizzato da forti pressioni inflazionistiche ed erosione del potere d’acquisto». Anche il margine operativo lordo cresce e supera quello delle imprese non benefit, nel confronto, infatti, si parla del 16,2% nel primo caso contro il 10,5% del secondo.

Donne nei cda

Un altro elemento caratterizzante riguarda la partecipazione delle donne nei board e inoltre dei giovani all’interno delle imprese. Quanto agli ambiti, i settori dove maggiormente si registrano le società benefit, sono quelli delle attività professionali dove si registrano 1.510 imprese, seguite dal settore delle telecomunicazioni con 866 e dalla manifattura con 633. «Il settore delle attività amministrative - prosegue ancora il report - si distingue, invece, nettamente nella distribuzione degli addetti, concentrando il maggior numero di lavoratori nelle società benefit: 72,6 mila addetti, pari al 41,76 per mille del totale del comparto».

Le regioni dove hanno sede le società benefit

Quanto ai territori, la Lombardia «si conferma la regione con la maggiore presenza di società benefit, con 1.721 imprese a fine 2025. Seguono il Lazio con 670 imprese, il Veneto con 551 e l’Emilia-Romagna con 472». E la Lombardia si distingue anche sotto il profilo economico. «Nella regione queste imprese generano infatti 32 miliardi di euro di valore della produzione e rappresentano il 37,75 per mille del valore complessivo prodotto dalle società registrate - prosegue ancora -. Inoltre, la Lombardia figura tra le regioni con la maggiore incidenza di società benefit, con 3,11 per mille, seguita da Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige». E in questo contesto si inserisce quindi la provincia di Milano che guida la classifica province italiane con la maggiore incidenza di Società Benefit, pari a 4,38 per mille, seguita da Trieste (3,99 per mille) e Parma (3,59 per mille).

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