L’intervista

Sabatini (Abi): «Banche italiane estranee alla vicenda dell’euribor manipolato»

Per il direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana: occorre attendere la decisione della Corte d’Appello di Milano a cui la Cassazione ha fatto rinvio

di Federica Pezzatti

Giovanni Sabatini. Direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana

3' di lettura

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L’associazione bancaria italiana (Abi) esprime cautela nel valutare le possibili conseguenze del recente orientamento della Suprema Corte sulla nullità degli interessi calcolati con Euribor manipolato ad opera di gruppi esteri nel periodo 2005-2008 e si dice fiduciosa che la giurisprudenza tenga in considerazione l’estraneità degli istituti italiani che si trovano oggi, senza aver messo in atto nessun illecito, ad affrontare il potenziale contenzioso riguardante non solo il leasing (argomento attinente alla causa rimessa in Cassazione dalla Corte d’Appello di Milano cui ha fatto seguito l’ordinanza in questione) ma anche gli altri contratti a valle legati all’indice manipolato nei tre anni indicati come mutui, finanziamenti, aperture di credito e derivati. Lo spiega Giovanni Sabatini, Direttore Generale Abi.

Dottor Sabatini, qual è il parere dell’Associazione Bancaria italiana sull’ordinanza della Cassazione che considera prova privilegiata la condanna datata 2013 della Commissione Antitrust Europea sull’Euribor manipolato e sulla giurisprudenza di merito che si sta adeguando alla stessa: giudici di Trieste, Tempio Pausania, Catanzaro e forse di altri Tribunali che stanno nominando consulenti tecnici (Ctu) per definire il dare e l’avere calcolato al tasso legale anziché con l’Euribor?

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È bene ricordare che nessuna banca italiana è stata coinvolta nella vicenda dell’Euribor e crediamo che la giurisprudenza rifletterà ancora su questo problema. Attendiamo innanzitutto la decisione della Corte d’Appello di Milano, a cui una sezione della Corte di Cassazione ha fatto rinvio, e la successiva giurisprudenza per conoscere l’indirizzo che verrà assunto, considerando che allo stato le decisioni di merito sono molto differenziate.

È al vaglio l’idea, da parte delle banche italiane, di chiedere i danni eventuali alle banche manipolatrici (Barclays, Deutsche Bank, Societe Generale e RBS, alle quali si sono aggiunte a seguito della decisione del 7/12/2016 JP Morgan, Hsbc e Crédit Agricole) che, come rilevato dalla Commissione europea, dal 2005 al 2008 hanno realizzato un cartello per la fissazione del tasso Euribor? Ovviamente nel caso in cui ci fosse la necessità di effettuare dei rimborsi a seguito di orientamenti ben definiti dalla magistratura...

Tali decisioni riguardano l’autonomia decisionale delle singole banche, pertanto come Abi non abbiamo alcuna contezza di tale profilo né alcun ruolo al riguardo.

Cosa richiede il sistema bancario alla magistratura e alla politica su questa vicenda?

Gli organi collegiali dell’Abi non hanno ancora assunto decisioni e indirizzi sulla materia. Occorre comunque ricordare che la disciplina che regola le banche è definita a livello europeo e che le banche operano all’interno dell’Unione Bancaria. È pertanto necessario assicurare a livello europeo e nazionale la certezza del diritto e comportamenti omogenei. A tal fine l’Abi e il presidente Antonio Patuelli hanno sempre sottolineato la necessità di testi unici bancari europei.

C’è l’idea che le banche si possano mettere al tavolo con gli avvocati dei consumatori e delle imprese finanziate per stabilire formule di risarcimento per eventuali danni arrecati dalla manipolazione in oggetto?

Si osserva che la questione è ancora tutta da definire sotto diversi profili, in particolare per quanto riguarda il ruolo attribuibile alle banche italiane circa l’intesa ritenuta manipolativa della concorrenza, considerando che, come già detto, esse non hanno preso parte alla medesima. Ciò detto, ribadiamo che non entriamo nel merito delle decisioni che andranno ad assumere le singole banche.

Ci sono stime Abi sull’impatto delle decisioni anche alla luce di eventuali prescrizioni dei diritti dei consumatori e delle imprese coinvolte? Soprattutto se la decisione divenisse (prima o poi) granitica con eventuali pronunciamenti futuri anche dalle Sezioni unite della Cassazione?

L’Abi non ha elementi e non effettua alcuna stima. Inoltre, è bene ricordare che siamo in una fase molto iniziale e che la giurisprudenza non sembra avere ancora assunto un orientamento consolidato.

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