Guerra

Russia, colpita la raffineria di Samara: stop alla lavorazione del greggio

Anche la entrale di Zaporizhzhia, il più grande impianto atomico d’Europa, ha comunicato di essere rimasta senza alimentazione elettrica esterna

I vigili del fuoco spengono un incendio al museo “Panorama della Difesa di Sebastopoli”, che, secondo le autorità locali, è stato danneggiato da un attacco con droni ucraini nel corso del conflitto Russia-Ucraina a Sebastopoli, in Crimea, in questa immagine tratta da un filmato diffuso il 10 giugno 2026. REUTERS

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La guerra tra Russia e Ucraina continua a estendersi alle infrastrutture energetiche. Secondo fonti del settore petrolifero citate da Reuters e rilanciate dai media ucraini, la raffineria di Kuibyshev, controllata dal gruppo petrolifero Rosneft e situata nella regione russa di Samara, avrebbe completamente interrotto la lavorazione del greggio dopo un attacco con droni avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 giugno.

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L’impianto, considerato uno dei siti rilevanti per la produzione di carburanti destinati anche alle esigenze dell’apparato militare russo, avrebbe sospeso le attività in entrambe le unità di distillazione primaria del greggio, CDU-4 e CDU-5. Ciascuna dispone di una capacità di circa 10 mila tonnellate al giorno, equivalenti a circa 73 mila barili.

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Secondo le fonti, l’attacco avrebbe provocato danni significativi alle apparecchiature e diversi incendi, rendendo impossibile la prosecuzione delle operazioni. Nel 2024 la raffineria di Kuibyshev ha lavorato circa 4,7 milioni di tonnellate di petrolio greggio, pari a oltre 94 mila barili al giorno. Nello stesso periodo la produzione ha raggiunto 800 mila tonnellate di benzina, 1,4 milioni di tonnellate di gasolio e 1,3 milioni di tonnellate di olio combustibile.

Nuova ondata di attacchi russi

Parallelamente, l’Ucraina ha denunciato una nuova massiccia offensiva aerea russa. Secondo l’Aeronautica militare di Kiev, nella notte sono stati lanciati 221 droni d’attacco e due missili balistici Iskander-M dalla regione russa di Belgorod. Le difese ucraine affermano di aver neutralizzato 195 velivoli senza pilota.

I droni impiegati apparterrebbero ai modelli Shahed, Herber, Italmas e Parodia, lanciati da diverse regioni russe e dalla Crimea occupata. Le autorità ucraine riferiscono che missili e droni hanno colpito nove località, mentre i detriti degli apparecchi abbattuti sono caduti in altre otto aree del Paese.

Allarme energia alla centrale di Zaporizhzhia

Sul fronte della sicurezza nucleare, la centrale di Zaporizhzhia, il più grande impianto atomico d’Europa e attualmente sotto controllo russo, ha comunicato di essere rimasta temporaneamente senza alimentazione elettrica esterna.

Secondo una nota diffusa dalla direzione dell’impianto, la linea ad alta tensione Ferrosplavnaya-1 da 330 kV si è disattivata automaticamente durante la notte. La centrale ha precisato che sono state adottate tutte le procedure necessarie per garantire la sicurezza dei reattori e dei sistemi essenziali.

Macron rilancia il sostegno del G7 a Kiev

Nel frattempo si intensifica anche l’attività diplomatica in vista del prossimo vertice del G7. Il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato di aver invitato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ai lavori del summit.

«La sua partecipazione è molto importante perché dobbiamo ricostruire il consenso all’interno del G7 a sostegno dell’Ucraina sui vari aspetti della guerra», ha dichiarato il leader francese.

Le parole di Macron evidenziano la volontà delle principali economie avanzate di mantenere il dossier ucraino al centro dell’agenda internazionale, in una fase in cui il conflitto continua a produrre effetti non solo sul piano militare, ma anche sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento e sugli equilibri geopolitici globali.

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