Rumore di ristoranti e locali, così lo stop e il risarcimento danni da movida
Le immissioni si possono impedire solo se superano la «normale tollerabilità», ma la soglia va stabilita di volta in volta in base a luogo e situazione
di Augusto Cirla
4' di lettura
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I dehors di bar, street food, locali e ristoranti in genere hanno invaso piazze e strade ormai in modo permanente, spinti anche dalla necessità di stare all’aperto per contrastare la diffusione dei contagi. Ma per chi abita sopra o nelle vicinanze dei pubblici ristori resta da risolvere l’annoso problema del rumore strettamente collegato alla loro frequentazione, spesso sino a tarda ora.
Attenzione, in primo luogo, al regolamento condominiale che, se è di natura contrattuale, può prevedere il divieto di svolgere, nel condominio, attività di ristorazione, rumorose o altrimenti moleste, prevalendo in tal modo sulla disciplina dettata dalla legge. È però necessario che, in concreto, l’attività contestata sia idonea a produrre questi pregiudizi, senza ricorrere a interpretazioni di carattere estensivo delle clausole (Cassazione, 21307 del 20 ottobre 2016).
C’è poi quel fenomeno urbano e sociale definito “movida” notturna, caratterizzato da un’alta concentrazione di locali e pubblici esercizi in una stessa strada che diviene luogo di ritrovo di avventori che sostano all’interno e in prossimità dei ritrovi. Sono proprio questi spazi che sono al centro di controversie tra i residenti e i gestori dei locali.
La valutazione
La materia, in generale, è disciplinata dall’articolo 844 del Codice civile, secondo cui il proprietario non può impedire i rumori o le immissioni di fumo e di odori derivanti dal fondo vicino se non superano la normale tollerabilità, avuto riguardo alle condizioni dei luoghi.
Non esiste, però, nella legge un criterio predeterminato per stabilire la tollerabilità del rumore. Il limite deve essere allora prudentemente determinato di volta in volta con riguardo sia alle condizioni dei luoghi, sia al sistema di vita e alle normali abitudini delle persone nell’attuale momento storico. Il concetto di tollerabilità ha trovato una nuova connotazione in considerazione di questo nuovo modo di vivere la città: per valutare se sia superato, vale l’incidenza complessiva e unitaria delle sorgenti sonore che si concentrano in uno stesso luogo.

