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Rugby, Reggio Emilia domina in finale e vince il suo primo scudetto

di Giacomo Bagnasco

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«Se puoi sognarlo puoi farlo». I sostenitori del Valorugby Emilia, squadra alla sua prima finale scudetto, avevano le idee chiare e le hanno “esposte” con uno striscione. E i Diavoli reggiani sono andati oltre il sogno, battendo con un netto 27-5 il Petrarca Padova, che pure aveva il fattore campo dalla sua parte. Reggio è da tempo una realtà di vertice e quest’anno aveva già vinto la Coppa Italia, ma in campionato si era fermata sette volte in semifinale. Dall’altra parte un Petrarca abituato a questo genere di appuntamenti, che allo Stadio Plebiscito - tutto esaurito, con 8mila spettatori - ha giocato la sua nona finale e che, considerando anche tutti i tornei disputati fino al 1987, prima dell’introduzione dei playoff, ha vinto complessivamente 15 scudetti.

Fatto sta che, visto anche l’equilibrio delle due semifinali, si poteva pensare a un match con il punteggio a lungo in bilico. Nei primi 15-20 minuti, però, per possesso di palla e permanenza nella metà campo avversaria proprio il Petrarca è andato vicino al monologo. Avvio ruggente, ma il Valorugby si è saputo sacrificare, ha difeso con ordine e aggressività e ha limitato i danni a un passivo di soli cinque punti. La prima e unica meta dei veneti è arrivata in seguito a un avanzamento portato dai giocatori di mischia, con successivo allargamento del gioco fino all’ala Scagnolari, che andava a segnare.

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Dopo il primo quarto di gara, la squadra allenata da Marcello Violi (32 anni, il più giovane tecnico della Serie A Élite) ha iniziato a proporsi in attacco, imponendosi anche nelle fasi di gioco statiche: in mischia e pure - a sorpresa - in rimessa laterale.

Per i giocatori reggiani più determinazione, più concentrazione, un numero decisamente minore di errori e una coppia mediana (Casilio e il sudafricano Schalk Hugo, votato uomo del match) praticamente impeccabile : il tutto è servito ad aumentare convinzione e fiducia in sé stessi, mentre il Petrarca si è praticamente spento.

Gli ultimi 12 minuti del primo tempo hanno scavato il solco decisivo, perché in un arco di tempo così ridotto il Valorugby ha realizzato tre mete, tutte trasformate. Alla prima occasione ha segnato Giacomo Milano, dopo un raggruppamento che ha sfaldato gli avanti avversari guadagnando una ventina di metri. Un carrettino, si dice in gergo, con un fallo del Petrarca e la meta reggiana sul vantaggio concesso dal bravo arbitro Gnecchi.

L’azione più bella della partita è arrivata intorno al 35’, con i trequarti emiliani che hanno costruito la loro meta danzando sulla fascia sinistra. In grande evidenza il giovane Brisighella, due volte chiamato in causa e autore dell’assist vincente per Resino dopo che si era creato un più che invitante “tre contro uno”.

Hugo trasformava anche questa volta e poi firmava il passaggio che allo scadere mandava in meta Leituala. Insomma, in un batter d’occhio da 5-0 a 5-21 e tutti negli spogliatoi.

Alla ripresa si poteva ipotizzare un arrembaggio del Petrarca, ma quasi subito si è capito che difficilmente il team allenato da Victor Jimenez sarebbe rientrato in partita. Tanti errori e anche, probabilmente, un calo fisico hanno definitivamente condannato capitan Trotta e i suoi compagni, che nei secondi 40 minuti hanno costruito una sola offensiva di rilievo, senza peraltro concretizzarla. Era Reggio, invece, ad aggiungere altri sei punti, frutto di due piazzati del solito Hugo.

Ultimi 10-15 minuti senza storia. Una nuova protagonista si afferma nel panorama ovale italiano, premiando la passione di un presidente mecenate come l’imprenditore della meccatronica Enrico Grassi, cavaliere del Lavoro dall’immancabile abbigliamento western. E lo scudetto torna in Emilia dopo la bellezza di 69 anni: era atteso dal 1957, quando fu il Parma a laurearsi campione d’Italia.

LA FINALE SCUDETTO

Petrarca Padova-Valorugby Emilia 5-27 (primo tempo 5-21). Per il Petrarca: 1 meta (Scagnolari al 16’). Per il Valorugby: 3 mete (Milano al 28’, Resino al 34’, Leituala al 40’), 3 trasformazioni (Hugo), 2 calci piazzati (Hugo al 55’ e al 69’). Calci tra i pali: Donato (Petrarca) 0 su 1; Hugo (Valorugby) 5 su 6.

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