Trasporti

Roma Termini ore 12:00, solo tre taxi per 70 persone

Il viaggio del Sole 24 Ore nel deficit del servizio taxi. Capitale nella morsa delle code: in stazione a 31 gradi attendendo un conducente

di Andrea CarliAndrea Gagliardi

3' di lettura

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Cronaca di un “Mezzogiorno di fuoco” a Roma, alla (disperata) ricerca di un taxi, e con tempi di attesa che variano dai cinque ai venti minuti. In una stazione Termini con il termometro che sfiora i 31 gradi, alle ore 12 una settantina di persone, perlopiù turisti, attende diligentemente in fila il suo turno. Nel posteggio all’uscita di Via Marsala, le vetture bianche a disposizione sono tre. Venti secondi per far salire la prima coppia di passeggeri, poi la prima si getta nel traffico di Roma; seguono a ruota le altre due. Totale: sei persone si staccano dalla fila, altre 64 rimangono in attesa.

Alle 12:13 arrivano i rinforzi: otto auto bianche. Più di prima, ma ancora poche per far fronte alla richiesta effettiva. Passano quattro minuti e il quadro si complica: sessanta persone in attesa, ma nessun taxi. Alle 12:20 ne arrivano tre. Una “boccata d’ossigeno” per gli 83 che aspettano. Ma la “sbornia” di ottimismo dura poco: l’orologio batte le 12:26, ma ancora una volta nemmeno l’ombra di un taxi. Bisogna attendere tre minuti perché giunga un’auto bianca. Poi, il ritmo cresce: tre taxi alle 12:34, altri due un minuto dopo, alle 12:40 se ne contano sette (le persone in attesa sono intanto scese a una cinquantina), otto alle 12:50 (70 persone in attesa), altrettante alle 13:00. Si chiude così il monitoraggio della mattina. Con 83 persone che attendono il loro turno.

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Lo scenario non cambia molto alle 19. Le persone in fila sono dimezzate (una trentina) ma la penuria di auto bianche non cambia, con un solo taxi disponibile. «Siamo qui da 5-10 minuti» spiega Jane, canadese, per la prima volta in Italia. Il problema è di equilibrio tra domanda è offerta. Se è vero che di lì a un paio di minuti fanno capolino altre due vetture, le persone in fila sono nel frattempo diventate 40. Poi arriva il momento il cui le macchine spariscono. Il serpentone si allunga e per 2-3 minuti va in scena il deserto. Con sguardi spersi a scrutare l’orizzonte. Gli arrivi riprendono. Ma sempre con un esasperante contagocce. E nell’arco di mezz’ora i momenti di vuoto si ripetono. Gli astanti restano silenziosi ma qualcuno sbotta. E dopo 20 minuti dichiarati di attesa chiama il 3570 chiedendo a gran voce di far convergere macchine su via Marsala, accolto dai sorrisi compiaciuti dei vicini. Sarà un caso ma passano un paio di minuti e nel posteggio arrivano addirittura sette vetture. Un successo. Ma intanto la fila si è allungata. E in resta sempre una quarantina di persone sotto la pensilina.

E il Comune, che fa? Come si sta muovendo per far fronte a una disponibilità di taxi così inferiore rispetto alla domanda effettiva? Da lunedì un’ordinanza ha attivato le doppie guide, sul modello di Milano. Con questa mossa, che consente ai tassisti di avere il secondo guidatore, si punta a un’adesione dal 10 al 15%, che significherebbe 1000 licenze in più, da giocarsi nei momenti di picco della domanda. Ma se dovesse andare male l’esperimento della doppia guida, allora il Comune è pronto a giocarsi la carta di nuovi bandi per nuove licenze, anche perché la vera sfida del Giubileo 2025 è alle porte. «Se dovessi aumentare le licenze - ha spiegato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri - ci metterei più di un anno di tempo perché devo passare dall’Autorità».

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