Verso Euro2032

Roma, sprint per lo stadio a Pietralata: autorizzazione unica entro 90 giorni

Prima ordinanza del commissario straordinario Massimo Sessa, che in pratica dimezza (almeno) i tempi per l’autorizzazione

di Lorenzo Pace

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Prende forma il percorso accelerato per la realizzazione del nuovo stadio della Roma nell’area di Pietralata. Con la prima ordinanza emanata dal commissario straordinario per le opere connesse a Euro 2032, Massimo Sessa, viene impressa una significativa accelerazione all’iter di valutazione e approvazione del Progetto di fattibilità tecnico-economica presentato dalla società giallorossa. In primo luogo, andando a ridurre le tempistiche per ottenere l’autorizzazione unica a procedere.

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L’importanza dell’impianto

Lo stadio di Pietralata è visto come strategico sia per il Governo sia per gli uffici competenti in Figc, che pure nelle ultime settimane hanno continuato a lavorare al dossier per il torneo che l’Italia dovrà ospitare insieme alla Turchia. I cinque impianti nel nostro Paese verranno scelti dall’Uefa in autunno, con Roma che punta ad averne due (Pietralata, appunto, e l’Olimpico).

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Il ministro allo Sport Andrea Abodi, infatti, la definisce «un’opera dichiarata di interesse strategico nazionale e inserita tra gli interventi funzionali all’organizzazione della competizione europea». Ed esulta per avere ottenuto delle «procedure più snelle» che, comunque, «garantiranno il rispetto delle valutazioni ambientali, della trasparenza e della legalità».

Entro tre mesi l’autorizzazione unica

Il cuore dell’ordinanza è rappresentato dalla compressione dei tempi procedimentali. Il provvedimento, immediatamente efficace, definisce infatti un percorso amministrativo che consente di arrivare al rilascio dell’autorizzazione unica in 90 giorni complessivi, comprensivi anche della Valutazione di impatto ambientale (Via).

La metà (almeno) rispetto ai tempi ordinari

Una tempistica che segna una netta discontinuità rispetto al procedimento ordinario previsto dall’articolo 27-bis del decreto legislativo 152 del 2006. In quel caso, il rilascio del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) richiede normalmente tempi che possono superare i sei mesi.

L’ordinanza opera su due livelli. Da un lato coordina il quadro normativo esistente. Dall’altro riduce i termini delle singole fasi e disciplina in modo puntuale il percorso verso il provvedimento finale, individuando competenze, responsabilità e scadenze per tutti i soggetti coinvolti. Contestualmente viene indetta la Conferenza di servizi decisoria, destinata a rappresentare il momento conclusivo del confronto tra le amministrazioni interessate.

La Conferenza di servizi

Il cronoprogramma è serrato. Cinque giorni sono previsti per la verifica della completezza della documentazione. Altri cinque per eventuali integrazioni da parte del proponente. Seguono trenta giorni dedicati alla presentazione delle osservazioni del pubblico e alle verifiche tecnico-contenutistiche degli elaborati. Ulteriori trenta giorni sono riservati alle integrazioni documentali e alle controdeduzioni del proponente. Infine, dieci giorni per la seduta conclusiva della Conferenza di servizi.

Proprio l’avvio della Conferenza, per il sindaco Roberto Gualtieri, «rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro Stadio della Roma a Pietralata e per il percorso che porterà la città a dotarsi di una nuova infrastruttura sportiva moderna e sostenibile e pienamente integrata con il territorio. È il frutto del serio lavoro svolto dall’Amministrazione in questi anni con un doppio passaggio in Assemblea Capitolina che ha consentito di definire e consolidare l’interesse pubblico dell’opera».

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