Riqualificazione urbana

Roma, dalla rigenerazione urbana ricadute per 40 miliardi entro il 2030 (e 144 miliardi entro il 2050)

Presentato il primo rapporto della Fondazione Roma REgeneration, alla presenza, tra gli altri, del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e del Sindaco, Roberto Gualtieri. La richiesta di un tavolo permanente sulla Capitale, con le istituzioni centrali e territoriali e il lancio di un concorso internazionale di idee che faccia emergere le potenzialità urbanistiche, ambientali, sociali e culturali della città

di Paola Pierotti

(Adobe Stock)

6' di lettura

6' di lettura

Se saranno messi a terra gli interventi di rigenerazione e di trasformazione che la Capitale oggi richiede per tornare ad essere un polo di attrazione al pari delle altre grandi città del mondo, si potrebbe dare vita a circa 39 miliardi di euro di ricadute sociali stimate entro il 2030 mentre, dei 144 miliardi di euro di ricadute stimate entro il 2050, 104 miliardi potrebbero essere generati dagli interventi di trasformazione e 40 dagli interventi di rigenerazione.

È quanto emerge. a Roma, dal primo report – illustrato da Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – di Roma REgeneration, la fondazione fondata la scorsa estate da DeA Capital Real Estate (Gruppo De Agostini), Fabrica Immobiliare (Gruppo Caltagirone) e Investire (Gruppo Banca Finnat), a cui si sono recentemente aggiunti Fondazione Roma e FS Sistemi Urbani (Gruppo Ferrovie dello Stato), e presieduta da Gianluca Lucignano. Un appello che muove dal privato, per dialogare con il pubblico, per fare e fare insieme, guardando indietro e per mettere a fuoco il futuro. Per riprogettare l’eternità, tenendo presente la variabile del tempo, che venga condivisa come certezza dai player della trasformazione urbana. La deadline è quella del 2050, ma con tappe misurabili al 2030 e 2040. Con il Giubileo alle porte e con il 2026 che segnerà il termine per il Pnrr. E con le decisioni in corso sui poteri per Roma Capitale.

Loading...

«Lo sviluppo del territorio – ha commentato il ministro dell’economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti – dipende dal capitale finanziario, ma anche dal capitale civico, quindi dall’apporto del terzo settore, delle imprese e dei cittadini che si impegnano per il progresso culturale e sociale».

Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale, è intervenuto nel dibattito sottolineando che «la rigenerazione è una necessità e un’opportunità. Roma è anche la città delle incompiute – ha ribadito – ma non è vero che non si può trasformare, che non si possono rimettere in moto i grandi progetti». Gualtieri cita Santa Maria della Pietà e il Museo della Scienza e poi ricorda il nuovo bando partito per la rigenerazione dell’area dell’ex Fiera di Roma (per un masterplan di un’area da 7,6 ettari il primo premio per l’idea migliore sarà di 40mila euro), e poi si sofferma sulle nuove destinazioni d’uso «a Roma stanno arrivando satelliti e data center: questo concentrato di sapere può essere la leva per uno sviluppo di qualità». Gualtieri dichiara: «Vogliamo mettere mano al nostro patrimonio inutilizzato, anche con meccanismi di finanza di progetto, e accanto alla rigenerazione promossa dal pubblico ci sarà quella dei privati». Il sindaco entra nel merito delle cose e dice «la variante urbanistica si fa senza il doppio passaggio; stiamo lavorando sul tema del cambio di destinazione d’uso per le operazione ferme a causa di oneri o di funzioni obsolete, e più in generale stiamo facendo un lavoro certosino, granulare per superare gli ostacoli».

Le potenzialità e le ricadute economiche

La Fondazione avvia i lavori facendo tesoro di una ricerca realizzata proprio da Scenari Immobiliari e illustrata da direttore generale e dal presidente Mario Breglia. A Roma i processi di rigenerazione urbana potranno interessare 11 kmq di superficie territoriale da oggi al 2050, recuperando a usi più attuali oltre 4 milioni di metri quadrati di immobili. Il valore aggiunto che la rigenerazione urbana porterà al mercato immobiliare (e quindi al valore della città) è quantificabile in 22 miliardi di euro e in ulteriori 40 di impatto sociale ed economico per i cittadini.
A questi volumi si potrà aggiungere, sulla base della piena attuazione delle previsioni urbanistiche vigenti, la trasformazione di 96 kmq di territorio, con lo sviluppo di 15 milioni di mq di nuove superfici, 58 miliardi di euro di valore immobiliare e 104 miliardi di euro di valore per i cittadini.

A Roma esistono livelli di dinamicità e attrattività territoriale fortemente eterogenei sia per i quasi 1.300 chilometri quadrati di estensione, che per i 15 municipi e le oltre 150 zone urbanistiche e i numerosi quartieri e rioni che la compongono. «In Europa – ha commentato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari – la città tradizionale rappresentava uno spazio delimitato da precisi confini e occupato da una popolazione definita, la città contemporanea, per possedere la giusta scala per esprimere quell’intelligenza che la rende competitiva a livello internazionale, tende ad uscire dai propri limiti amministrativi. In questo perimetro Roma con i suoi 1.285 kmq possiede una dimensione metropolitana».

Il dibattito

Silvia Maria Rovere, presidente Poste Italiane, interviene nel dibattito dicendo «Roma ha perso anni preziosi quando i tassi dei capitali erano più bassi di oggi. Si considerino però le importanti risorse pubbliche oggi a disposizione, come quelle investite da Giubileo 2025 per le infrastrutture. Poi però serve la semplificazione: gli investimenti hanno bisogno di questa, e i privati potrebbero anche insegnare al pubblico come fare. A tutti – dice Rovere – è chiaro cosa fare, il problema sta nel metodo, nel coordinamento delle risorse».

Nel dibattito interviene anche Francesco Rocca, Presidente del Lazio, che alla platea ha dichiarato di volersi impegnare attivamente oltre che sui temi della sanità anche per la «revisione della legge urbanistica perché quella vigente non sa attrarre investimenti. Abbiamo aperto un tavolo con le categorie e confidiamo entro l’estate di arrivare alle modifiche opportune».

Marco Sangiorgio, ceo Giubileo 2025, fa il punto traguardando il Giubileo del 2033 e incentivando un impegno corale a favore della «cultura della manutenzione e della cultura della programmazione» ma elencando anche gli impegni in corso, correndo verso l’apertura della Porta Santa a fine anno, da parte della società voluta dal Governo con un commissario straordinario che è lo stesso Gualtieri. «Le risorse messe in campo per gli investimenti per il Giubileo ammontano complessivamente a quasi 4 miliardi di euro. Le voci principali che interessano la riqualificazione della città di Roma – ha elencato – sono i trasporti pubblici (metro, ferrovie, autobus, tram e altro) per almeno un terzo del totale, 1,1 miliardi; a cui si aggiungono 710 milioni per la viabilità (strade e ponti); 634 milioni per restauri e ambiente (monumenti, parchi e ville); 160 milioni per il sistema sanitario locale a partire dai pronti soccorso e attrezzature diffuse nella città; a cui si aggiungono 340 milioni per alcune opere simbolo come Piazza Pia, Piazza San Giovanni, Piazza dei Cinquecento, Piazza Risorgimento, Sistema 5G, Città dello Sport - Tor Vergata».

Tra le altre voci quella di Bernardo Mattarella, ceo di Invitalia che in questo contesto si presenta come «la centrale di committenza più importante del paese, con l’impegno a sviluppare investimenti nel settore pubblico e privato, ad esempio nell’ambito dei programmi Pinqua o dei Piani urbani integrati». Mattarella cita i suoi 430 interventi per 1,9 miliardi di euro, gestiti con fondi Pnrr e non solo, a cui si aggiungono 200 interventi di Caput Mundi finanziati con altri 500 milioni sempre dal Pnrr con i Ministeri della Cultura e del Turismo. «Siamo la parte operativa delle politiche industriali con ricadute dirette sulla rigenerazione urbana. Contribuiamo a far sì che le cose accadano».

Tra i player che elencano concretamente alcune operazioni significative per Roma c’è CDP Real Asset Sgr, con la voce del ceo Giancarlo Scotti, che cita i pilastri del piano industriale (l’abitare sociale, la rifqualificazione degli ex immobili pubblici e la riqualificazione del patrimonio turistico del Paese). E per Roma si stima almeno un miliardo di investimenti dell’impegno di 1,5 miliardi a livello nazionale, dalle Torri dell’Eur (pronte per diventare la sede FS entro il 2026) a Villa Ada, dall’Ex Poligrafico alla rigenerazione delle ex Caserme di Guido Reni (cinque ettari di superficie, dove è in corso una procedura per cercare un player privato che faccia finalmente decollare la riconversione di questo sito ex industriale e che si prenda cura del finanziamento del Museo della scienza). «Rigenerare e trasformare Roma – ha dichiarato il presidente della Fondazione Roma REgeneration, Gianluca Lucignano – significa sostenere un progetto di rilancio della Capitale basato su una visione nuova della città, più vivibile e con migliori servizi, basata su princìpi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica con attenzione particolare all’inclusività. Riteniamo che solo così Roma potrà diventare un polo internazionale e attrarre nuovi investimenti dall’estero, anche in vista degli eventi di rilievo dei prossimi anni, a partire dal Giubileo 2025».

«Siamo un cantiere aperto – ha concluso l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia –. Erano 1.300 i cantieri a novembre, oggi sono 1.500. Sono 6mila se si includono quelli pubblici e quelli privati. È una città che si è rimessa in moto».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter RealEstate+

La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti

Abbonati