Immobili istituzionali

Roma, palazzo storico al Quirinale in vendita per 30 milioni di euro

L’edificio vanta 3mila metri quadri di interni, un giardino privato di 614 metri quadrati e una chiesa sconsacrata del XVII secolo

di Margherita Ceci

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Torna sul mercato romano uno degli edifici più rilevanti del centro storico della Capitale. Si trova a pochi passi dal Quirinale, nel cuore istituzionale della città: un palazzo seicentesco che vanta 3mila metri quadri di interni, un giardino privato di 614 metri quadrati e una chiesa sconsacrata del XVII secolo inserita nel corpo principale del palazzo.

L’edificio, dopo essere stata sede del Pontificio Collegio Belga, dove visse e studiò Karol Wojtyla (futuro Papa Giovanni Paolo II), fa il suo ritorno con una proposta di vendita da 30 milioni di euro seguita da Lionard Luxury Real Estate.

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La sua storia del affonda le radici nei primi anni del 1600, quando i Padri Carmelitani Scalzi di Spagna acquistarono alcuni immobili sull’attuale via del Quirinale per farne un convento. I religiosi spagnoli vi rimasero fino all’occupazione francese di Roma del 1809, quando dovettero abbandonare il monastero. La proprietà passò quindi alle Suore Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento fino al 1839. Nel 1846, il palazzo fu acquistato e convertito nella sede del Pontificio Collegio Belga (Collegio Ecclesiastico Belga). Nel 1911 fu inoltre terminata anche la costruzione di una piccola chiesa dedicata a Sant’Anna (successivamente anche a San Gioacchino).

La struttura si articola su cinque piani fuori terra, più un piano soffitta e uno interrato. L’impianto è di grande respiro, con numerosi ambienti destinati in origine alla vita collegiale e alla rappresentanza. La chiesa sconsacrata, a pianta centrale e croce greca, è inglobata nell’edificio principale e presenta un accesso da Via del Quirinale. All’interno, alcune scene dipinte da Pietro Nelli, uno dei più importanti ritrattisti a Roma nel primo trentennio del 1700, autore del ritratto di Papa Clemente XI.

Visto il carattere unico dell’immobile, la platea di potenziali acquirenti ruota attorno a investitori istituzionali e soggetti legati al mondo diplomatico, gruppi attivi nell’hospitality di fascia alta e family office internazionali. In effetti, il comparto alberghiero di lusso continua a guardare con interesse al recupero di immobili storici in location centrali, anche se in questo caso è più probabile che l’edificio si presti all’uso istituzionale .

Più complesso, invece, il posizionamento sul fronte residenziale puro: le dimensioni dell’immobile e la sua configurazione lo rendono difficilmente assimilabile a una residenza privata tradizionale, orientandolo piuttosto verso usi di rappresentanza o investimenti patrimoniali.

A pesare sulle prospettive di valorizzazione sono anche i vincoli tipici degli immobili storici, che da un lato ne preservano il valore culturale, dall’altro impongono interventi di recupero articolati e tempi di sviluppo più lunghi rispetto agli asset tradizionali. In questo senso, operazioni di questo tipo richiedono investitori con una visione di lungo periodo e una capacità di gestione della complessità progettuale.

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