Roma, LHM aprirà a inizio 2022 Palazzo al Velabro
L’insegna sarà Design Hotels di Marriott in un edificio di proprietà UnipolSai. Saranno 28 gli appartamenti in residence con servizi dalla sala meeting al cinema, dal ristorante alla terrazza esterna e alla zona fitness by Technogym
di Laura Dominici
3' di lettura
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C’è spazio per nuovi progetti in campo alberghiero anche in città d’arte come Roma, nell’ultimo anno particolarmente colpita dalla pandemia e dove quasi il 95% delle strutture sono chiuse. Lo testimonia l’ultima operazione di LHM, la società di management alberghiero white-label guidata da Cristina Paini, che si è aggiudicata la gestione di Palazzo al Velabro, edificio del 1700 nel cuore di Roma, accanto all’arco di Giano, alla Chiesa di San Giovanni al Velabro e all’interno dei Fori Imperiali, riconvertito in residence negli anni Sessanta dall’architetto Luigi Moretti e di proprietà di UnipolSai Investimenti Sgr.
LHM gestirà la struttura sotto l'insegna del brand Design Hotels di Marriott e curerà le opere di rinnovamento che saranno prevalentemente a carico della proprietà UnipolSai, con un contributo da parte di LHM.
Le caratteristiche distintive del residence verranno preservate e il progetto prevederà un piano di rinnovo e potenziamento dei servizi offerti dalla struttura, che riaprirà tra un anno, nel primo trimestre del 2022.
Il residence sarà formato da 28 ampi appartamenti con cucina, cinque camere, reception, sala meeting, una piccola sala cinema, bar, ristorante, dehors con terrazza esterna e zona fitness by Technogym. Il tutto arredato con oggetti di design originali, vintage e creati su misura. A curare tutti gli aspetti di interior design dell’hotel, lo Studio Garibaldi Architects, fondato a Milano dall’architetto Alessia Garibaldi.
Commentando il trend di mercato, Paini afferma che «finché non ripartiranno i voli e con loro i flussi internazionali, location come Roma, Firenze, Venezia o Milano saranno ancora penalizzate, anche se quest0ultima grazie a un piccolo share di clientela corporate riesce a performare un po’ meglio, ma stiamo parlando – sostiene - di occupazioni residuali. Fonti di mercato parlano in generale di tassi di occupazione tra il 20 e il 30% per le strutture attualmente operative».
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