Rold vince la crisi del bianco con l’intelligenza artificiale
Il responsabile della ricerca Mansutti: usiamo l’algoritmo come tecnologia per l’intero ciclo di sviluppo
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Più piccole, più funzionali, più connesse, più sostenibili. Ma soprattutto più intelligenti. Anche per le lavatrici di nuova generazione il futuro è smart. In fondo si vestono di tecnologia, integrando componenti di quell’intelligenza artificiale che di per sé è invisibile, ma essenziale. Così anche in una fabbrica lombarda che lavora per il settore del bianco si mette a punto la nuova generazione di elettrodomestici: asciugatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni e cucine che fanno tutto quello che facevano prima, con un qualcosa in più. Dalla chiusura dell’oblò della lavatrice alla manopola del frigorifero.
Accade alla Rold, Pmi lombarda che da sessant’anni produce componenti tecnologici per il settore del bianco con un fatturato di 48 milioni di euro, contando su 230 persone in squadra e per un export all’80% nei mercati mondiali.
Una storia che affonda le radici nella seconda metà del secolo scorso, in quel periodo di forte accelerazione per il boom economico del secondo Dopoguerra. Intuizioni geniali che riescono a cogliere le evoluzioni dei consumi, soprattutto nelle case più accessoriate. Tutto nasce nel 1963 nella provincia milanese con quell’acronimo che tiene assieme le iniziali dei due coniugi fondatori, Onofrio Rocchitelli e Dolores Loro.
«Lo facciamo, lo facciamo, lo facciamo subito»: ecco il mantra di Rocchitelli, inventore del primo microinterruttore per lucidatrici che dà il via alla storia dell’azienda.
Dalle lavatrici nasce la sfida più importante: le centrifughe aumentano anno dopo anno il numero di giri. Da qui l’esigenza di non far aprire l’oblò quando l’elettrodomestico è in funzione. Ecco, quel blocco-porta elaborato da Rocchitelli diventa il passaporto per i mercati globali. Ancora oggi una lavatrice su due a livello mondiale è equipaggiata dal blocco-porta a marchio Rold.


