Robee, l’umanoide brianzolo che aiuta i dipendenti a stare meglio
Supportato dalla Ia migliora gli ambienti di lavoro rendendoli personalizzati rispetto alle esigenze di ciascuno
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Sorpresa. Gli umanoidi non abitano più soltanto nei centri di sviluppo in Giappone, in Corea del Sud o negli Stati Uniti. Il vento dell’innovazione soffia anche in quella Brianza votata alla manifattura e che riscopre una nuova via alla robotica. Qui nasce Robee, robot umanoide di ultima generazione, italiano per ricerca e produzione, 2 metri di altezza e 150 chili di alluminio, fibre di carbonio e tanta sensoristica. Garantisce ripetibilità e stabilità operativa e ha una struttura che replica quella umana, con gambe fisse sulla piattaforma di navigazione. Supportato dall’Ia, il suo sistema di visione integrato gli consente di riconoscere oggetti e persone. Obiettivo: migliorare gli ambienti di lavoro, rendendoli più personalizzati rispetto alle esigenze umane e più attenti al contesto circostante. È in buona compagnia. Per la Federazione di robotica nel mondo oggi ci sono più di 4 milioni di robot per un mercato che secondo gli analisti di CB Insights si aggirerà sui 13 miliardi di dollari entro il 2028. Il robot è sviluppato da Oversonic Robotics in piena emergenza pandemica, scalando in poco tempo il mercato. Così la robot-valley a due passi da Milano lascia il segno anche in America, come è successo quest’anno al Ces di Las Vegas, la più importante fiera tecnologica al mondo. «Non è un caso che Robee sia nato in un territorio da sempre simbolo di operosità e ingegno. Qui nascono aziende ad alta specializzazione, un ecosistema di fornitori industriali, università e centri di ricerca. Qui convivono competenze meccaniche, elettroniche e di intelligenza artificiale, un tessuto manifatturiero d’eccellenza e un ecosistema di ricerca che favorisce l’innovazione. È questo mix che ha reso possibile trasformare in pochi anni questa idea in realtà operativa. La concentrazione di competenze e la rete di aziende e università rendono il territorio il luogo ideale per lo sviluppo di tecnologie avanzate», afferma Paolo Denti, Amministratore Delegato di Oversonic Robotics. L’azienda ha una sede di rappresentanza a Milano e una operativa a Rovereto, all’interno del Polo Meccatronica di Trentino Sviluppo. La squadra conta 65 professionisti, di cui il 70% ingegneri specializzati in informatica, elettronica, meccanica e Ia. Molti sono under 30, provenienti dall’Italia e dall’estero. «Puntiamo su figure multidisciplinari, capaci di integrare visione, sensoristica, algoritmi di cognitive computing e integrazione tra hardware e cloud», precisa Denti. Più che l’hardware, cuore del prodotto è lo sviluppo del software. Insomma, il robot apprende dalle esperienze e impiega l’Ia per supportare gli operai in diversi contesti lavorativi. Intanto si punta all’internazionalizzazione. Anche nel tempo incerto segnato dagli sconvolgimenti geopolitici, gli Stati Uniti restano un mercato strategico.

