Attacco al biglietto verde

Riad abbandona mBridge, piattaforma nata contro il dollaro e finita anti sanzioni

La Saudi Arabian Monetary Authority esce dal progetto di gestione di valute digitali all’ingrosso avviato dalla Bank for International Settlements e ora gestito da Cina, Hong Kong e Thailandia. La scelta saudita è una presa di distanza da un circuito che in pochi anni si è trasformato in un modello chiuso a vocazione cinese e trainato da yuan digitali. Utile per bypassare le sanzioni occidentali

di 24Ore NextMed

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Il presidente della Repubblica Popolare Cinese  Xi Jinping (EPA/Andres Martinez Casares)

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Geopolitica anti dollaro e circuiti anti sanzioni. Terremoto nel mondo delle valute digitali nate con l’obiettivo di combattere il dominio del biglietto verde. La Saudi Arabian Monetary Authority ha abbandonato la piattaforma mBridge, dicendo addio non solo a una sperimentazione multilaterale sulle valute digitali all’ingrosso, bensì facendo emergere una frattura strutturale nella governance finanziaria internazionale. Frattura che l’Europa non dovrebbe osservare con la distanza propria di chi considera la materia un affare esclusivamente asiatico. La scelta politica di Riad è, infatti, una presa di distanza da una piattaforma che in pochi anni si è trasformata in un circuito chiuso a vocazione cinese e trainato da yuan digitali. Alla fine utile quasi esclusivamente per bypassare le sanzioni occidentali.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le origini della piattaforma

La piattaforma mBridge, concepita nel 2021 sotto l’egida del Bank for International Settlements e dei centri di innovazione di Hong Kong, Bangkok e Abu Dhabi, era stata progettata per consentire alle banche centrali di regolare transazioni transfrontaliere in valute digitali sovrane attraverso un registro distribuito permissioned, aggirando la catena di corrispondenti bancari denominata in dollari che costituisce l’architettura portante del sistema SWIFT.

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Il ritiro saudita, formalmente inquadrato da Riad come la conclusione programmata di un mandato tecnico - avviato con lo status di osservatore nel 2023 e proseguito come partecipante a pieno titolo dal giugno del 2024 - avviene in un contesto in cui il Bank for International Settlements aveva già abbandonato il progetto il 31 ottobre 2024, trasferendo la governance integrale al comitato direttivo composto dalla People’s Bank of China, dalla Hong Kong Monetary Authority, dalla Bank of Thailand e dalla Central Bank of the United Arab Emirates, ai quali si è aggiunta nel giugno del 2026 la Banca di Mongolia.

Il confronto dei volumi

La dimensione quantitativa della piattaforma, che al secondo trimestre del 2026 ha processato un volume cumulativo di circa 55,5 miliardi di dollari distribuiti su oltre quattromila transazioni transfrontaliere, potrebbe suggerire che mBridge rappresenti ormai un’alternativa multivaluta credibile al sistema di clearing in dollari. Tuttavia, il dato che dissolve immediatamente questa illusione è la composizione del volume: il 95% delle transazioni regolate sulla piattaforma è denominato in yuan digitali.

La People’s Bank of China ha formalmente riposizionato lo yuan digitale, nel gennaio del 2026, da strumento prevalentemente retail a vettore di regolamento wholesale transfrontaliero. L’ex direttore generale del BIS, Agustín Carstens, nel comunicare il ritiro dell’istituzione di Basilea, dichiarò che «mBridge non è il ponte dei BRICS» e che il BIS «non opera con alcun Paese soggetto a sanzioni», una formulazione che, letta in controluce rispetto alle pressioni esercitate da Washington affinché il BIS si disimpegnasse dalla piattaforma, rivela la consapevolezza istituzionale che il progetto era ormai percepito come un vettore di aggiramento del regime sanzionatorio secondario statunitense, codificato nell’Executive Order 14114 che autorizza il Tesoro americano a escludere istituzioni finanziarie straniere dal clearing in dollari qualora facilitino transazioni con entità designate.

Le transazioni a Macao

L’attivazione commerciale di Macao, avvenuta il 2 giugno 2026 con l’esecuzione di ventitré transazioni transfrontaliere nel primo giorno di operatività da parte di istituti tra cui la Bank of Communications Macau, dimostra che l’infrastruttura tecnica funziona a livello di regolamento delivery-versus-payment in tempi sub-secondo. Tuttavia, ventitré transazioni in un giorno, pur moltiplicate per una curva di crescita ottimistica, restano un ordine di grandezza irrilevante rispetto ai 6.600 miliardi di dollari di volume giornaliero del mercato valutario globale che transita attraverso le reti di corrispondenti bancari.

Ciò che l’attivazione di Macao conferma non è la capacità di mBridge di sostituire il dollaro, bensì la capacità della piattaforma di operare come circuito chiuso, sanctions-agnostic, per il regolamento di flussi commerciali regionali tra la Cina continentale, il Sudest asiatico e il Golfo, senza alcun partecipante istituzionale occidentale.

Il vincolo architetturale che impedisce a banche commerciali straniere di detenere valute digitali mBridge in modo persistente, incorporando i controlli sui capitali e la gestione dei tassi di cambio come principi di progettazione nel codice stesso del registro, garantisce la sovranità monetaria dei partecipanti ma preclude simultaneamente la formazione di quei mercati offshore profondi che conferirono al sistema dell’eurodollaro la sua forza gravitazionale nel ventesimo secolo.

L’intersezione con l’euro digitale

La convergenza tra le maggiori economie europee su questo dossier è, allo stato attuale, più dichiarata che operativa. L’Unione europea ha avviato, attraverso la Commissione e il Servizio europeo per l’Azione Esterna, una riflessione sulla riduzione delle dipendenze strategiche nel settore finanziario, ma il digital euro resta un progetto della Banca Centrale europea la cui governance è separata da quella della politica estera e di sicurezza comune.

Il regolamento sui mercati delle cripto-attività, noto come MiCA, affronta la regolamentazione degli attivi digitali emessi da soggetti privati ma non disciplina le valute digitali emesse da banche centrali sovrane terze, lasciando un vuoto normativo che riguarda esattamente il tipo di strumento che mBridge utilizza per il regolamento transfrontaliero.

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La Nato, dal canto suo, ha inserito la resilienza delle infrastrutture critiche, inclusi i sistemi di pagamento, tra le priorità del concetto strategico adottato a Madrid nel 2022 e aggiornato a Vilnius nel 2023, ma non dispone di un mandato operativo per coordinare la risposta degli alleati alla proliferazione di circuiti di pagamento alternativi al dollaro, trattando la materia come afferente alla competenza economica nazionale piuttosto che alla difesa collettiva.

Nei prossimi mesi, mBridge continuerà a crescere in volume transazionale, alimentato dall’espansione dei corridoi commerciali tra la Cina, il Sudest asiatico, il Golfo e l’Asia centrale. Il volume resterà denominato in renminbi, consolidando il carattere della piattaforma come strumento di politica monetaria cinese piuttosto che come infrastruttura neutrale; l’assenza di un’istituzione occidentale di ancoraggio significherà che qualsiasi futura azione sanzionatoria statunitense contro un partecipante non avrà un meccanismo di mediazione istituzionale, esponendo le banche commerciali che operano sulla piattaforma a determinazioni unilaterali del Tesoro americano senza possibilità di appello multilaterale.

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