Salone del Risparmio

Rivera (Mef): «Per ora gli Eltif non hanno funzionato come avrebbero dovuto»

Per il presidente di Assogestioni, Tommaso Corcos, i Pir invece hanno già investito sui mercati meno capitalizzati 5 miliardi di risorse. Il motore è un po’ lento ma ci sono già evidenti segnali di ripresa

di Isabella Della Valle

3' di lettura

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Il Salone del Risparmio ha dato il via alla sua undicesima edizione. A dare il via ai lavori di questa manifestazione dedicata al risparmio è stato il presidente di Assogestioni Tommaso Corcos. Durante la conferenza inaugurale, alla quale ha partecipato anche il direttore generale del Mef Alessandro Rivera, Corcos ha ribadito l’importanza del risparmio gestito come ponte con l’economia reale e ha rimarcato la capacità del settore a fronteggiare uno shock senza precedenti come quello della pandemia, tutelando il risparmio gestito.

Lo ha fatto alla presenza di 600 persone in sala, tutti rigorosamente con la mascherina, ma molto attenti a capire quali fossero le prossime sfide che si troverà ad affrontare l’industria dell’asset management italiana nei prossimi anni.

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Il ruolo dei Pir e la sostenibilità

Corcos ha sottolineato come sia importante il ruolo dei piani individuali di risparmio, sia ordinari sia alternativi, nello sviluppo della realtà imprenditoriale medio piccola del nostro Paese. «È stato nuovamente ribassato il limite di investimento e riportato al 3,5% (almeno il 3,5% del capitale investito in Pmi non quotate su un mercato regolamentato - Aim compreso- e un altro 3,5% in venture capital, ndr). - ha sottolineato Corcos - e questo ha consentito all'industria di ripartire. Il motore è un po’ lento ma ci sono già evidenti segnali di ripresa. Inoltre i Pir hanno investito sui mercati meno capitalizzati 5 miliardi di risorse, mentre l’Introduzione dei piani alternativi rappresenta una grande opportunità perchè vincola l’investimento nella parte meno liquida del mercato».

Corcos si è soffermato molto anche sull’importanza della sostenibilità, un concetto che sta via via entrando nel vissuto di tutti. «La raccolta dei fondi sostenibili - ha detto - è stata superiore a quella dei prodotti tradizionali e le società si devono impegnare a enfatizzare sempre di più la componente ambientale e sociale».

L’intervento di Rivera (Mef)

Il direttore generale del Mef ha ribadito l’importanza strategica del risparmio privato, della sua forte crescita durante la pandemia e il suo ruolo fondamentale nell’attuale fase di ripresa dell’economia e di come quindi sia importante tutelarlo. Come? Mettendo in piedi iniziative che aiutino le famiglie a capire quali siano i rischi legati alle varie soluzioni di investimento proposte, ma anche alla necessità di rendere l’informativa sugli strumenti finanziari più semplice e soprattutto comparabile. «Serve una relazione fiduciaria di lungo termine - ha affermato Rivera - perchè senza fiducia non c’è mercato e un adeguato grado di tutela spinge verso investimenti di lungo periodo».

Rivera ha rilevato inoltre come ci sia stato anche un avvicinamento degli investitori al mondo del non quotato con la creazione degli Eltif, sottolineando che questi strumenti non hanno però funzionato come avrebbero dovuto. «Bisogna capire come rendere questo prodotto più funzionale» ha detto. Con l'introduzione dei Pir Alternativi l'auspicio era anche quello di fornire l'occasione per un più diffuso impiego dei fondi Eltif, etichetta europea che identifica quei fondi che investono prevalentemente in Pmi e asset infrastrutturali (es. scuola, sanità, opere pubbliche etc). L’idea era di favorire un'attitudine verso gli investimenti a lungo termine in asset class alternative e meno liquide delle tradizionali, chiamando all'appello quei soggetti dotati di patrimoni più consistenti, già diversificati e una maggiore attitudine al rischio che oggi faticano ad investire in prodotti di questo tipo, prodotti che rappresentano l'economia reale.

Per avere un mercato finanziario più efficiente, poi, sarà sempre più importante un mercato unico dei capitali. «ll mercato unico - ha spiegato Rivera - può contribuire a una crescita economica duratura e sostenibile e permettere inoltre di assorbire meglio gli shock ma anche di reagire a trend consolidati preoccupanti come il delisting delle società. Basti pensare che dal 2005 più di 30mila sono state delistate dai mercati di tutto il mondo e non compensate da nuovi ingressi».

La creazione di un mercato unico dei capitali quindi, potrebbe essere la via da seguire per incoraggiare le imprese a quotarsi, soprattutto quelle medio piccole. «La quotazione in Europa - ha spiegato - è costosa soprattutto per le Pmi. Serve quindi una semplificazione delle norme che riduca i costi che limitano accesso delle realtà medio piccole ai mercati regolamentati». Ma i costi incidono anche sulla permanenza sul mercato e anche su questo fronte l’intenzione è quella di intervenire.

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