L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
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Tutto distrutto: recinzioni, gabbie sotterrane, ma soprattutto le piantine. Erano le prime mai seminate in Italia di riso arborio trattato con le Tea, le tecniche per il miglioramento genetico con cui si può modificare il genoma di una pianta ma senza inserire pezzi di Dna esterno, come accadeva nel caso dei “vecchi” Ogm (si veda il Sole 24 Ore Lombardia del 7 giugno). Il campo sperimentale di Mezzana Bigli, in Lomellina, è stato distrutto da un atto vandalico due settimane fa. Sul terreno, accanto alle piantine sradicate, sono stati ritrovati volantini anti-Ogm.
L’Università Statale di Milano e la Regione Lombardia, che è partner dell’ateneo in questo progetto, hanno sporto denuncia. Il mondo della scienza si è stretto nel condannare questo atto oscurantista e medievale. «Assistiamo a un rigurgito di violenza antiscientifica, che come Università non abbiamo alcuna intenzione di tollerare - ha detto Maria Pia Abbracchio, prorettrice vicaria della Statale di Milano con delega al coordinamento e alla promozione della ricerca -. Questo episodio causa un danno incalcolabile non solo alla ricercatrice coinvolta e al suo progetto, ma all’intera comunità scientifica e ai cittadini tutti». Anche Elena Cattaneo, senatrice a vita e scienziata, ha definito l’atto vandalico avvenuto a Mezzana Bigli «un vile atto contro il progresso scientifico, un sabotaggio della ricerca che conferma come nel nostro Paese vi siano gruppi disposti a utilizzare metodi violenti pur di impedire ai ricercatori la possibilità di accrescere la conoscenza di tutti in ambiti che riguardano la nostra vita, il nostro cibo, il nostro futuro».
Ma ad essere colpita in prima persona è soprattutto la ricercatrice Vittoria Brambilla, docente di Botanica generale del dipartimento di Scienze agrarie e ambientali della Statale di Milano, che è a capo del progetto RIS8imo e aveva seguito personalmente la messa in campo delle piantine a Mezzana Bigli. Mentre l’Unione europea non è ancora riuscita ad aggiornare la normativa che equipara le Tea agli Ogm, nel nostro Paese un emendamento al Dl Siccità del maggio 2023 ha reso possibile la sperimentazione in campo aperto. Vittoria Brambilla da anni studiava in laboratorio come ottenere una varietà di riso resistente al fungo brusone grazie all’inattivazione di tre geni della pianta stessa. Quando la legge italiana gliene ha dato la possibilità, è stata la prima a fare domanda al ministero dell’Ambiente per trasferire le sue piantine di riso sperimentali dai fitotroni dell’Università alle risaie. «Il campo era stato sviluppato con l’obiettivo di contribuire ad abbattere l’impiego di fungicidi, nell’ottica di un’agricoltura più sostenibile. Come scienziata pubblica, voglio esprimere sconcerto e tristezza per aver subito una violenza ingiustificata, frutto di oscurantismo e pulsioni antiscientifiche».