Allarme nuove dipendenze

“Riscoprire noia e solitudine”, l'antidoto all'intossicazione dai social

ben 4 italiani su 10 (il 38,1%) che, come rilevato dall'ultimo Rapporto sulla comunicazione del Censis, nel 2025 hanno sentito l'esigenza di fare una pausa dai social media, mettendo in atto un vero e proprio 'social detox'.

di Redazione Scuola

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Imparare a vivere nei vuoti della quotidianità, senza avere il bisogno di riempire ogni momento di noia e solitudine 'scrollando' i social o prendendo in mano lo smartphone per controllare le notifiche. Sarebbe questo l'antidoto per contrastare la dipendenza dalle piattaforme digitali, fenomeno sempre più pervasivo, con ben 4 italiani su 10 (il 38,1%) che, come rilevato dall'ultimo Rapporto sulla comunicazione del Censis, nel 2025 hanno sentito l'esigenza di fare una pausa dai social media, mettendo in atto un vero e proprio 'social detox'. Di questi, il 17,8% lo ha fatto perché riconosce una sensazione di dipendenza dall'utilizzo di piattaforme come Instagram, Facebook e TikTok.

Il fenomeno

Il fenomeno rientra nel perimetro delle cosiddette nuove dipendenze, in particolare dell'Internet Addiction Disorder, e prende piede in un contesto in cui la diffusione capillare di smartphone e social ha reso sfumato il confine tra integrazione funzionale e assuefazione. “Per capire se si è di fronte a una vera propria dipendenza non basta monitorare per quante ore si usa lo smartphone, ma va osservato quello che succede quando si prova a farne a meno - spiega all'ANSA Giuseppe Lavenia, psicologo, presidente dell'Associazione nazionale dipendenze tecnologiche 'Di.Te' e docente di psicologia del lavoro e delle organizzazioni all'Università Politecnica delle Marche -. Se ci si rende conto di prendere in mano lo smartphone senza pensarci, per riempire ogni vuoto, e se si prova irritazione o noia quando lo si lascia, allora non è più solo un'abitudine”.

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“La noia è diventata insopportabile”

Per Lavenia, “oggi la noia è diventata insopportabile, eppure è uno spazio fondamentale, perché stimola la capacità di pensare, di sentire e di creare”. Per un uso consapevole dei social media, spiega poi l'esperto, “non c'è bisogno di mettere in atto gesti estremi, ma serve tornare ad essere presenti”. “Ad esempio, una buona pratica consiste nel fermarsi prima di aprire un social e chiedersi perché lo si sta facendo - aggiunge Lavenia -. Può essere utile, inoltre, disattivare le notifiche, che richiamano continuamente l'attenzione”.

La selezione dei momenti

Inoltre, “andrebbero selezionati momenti precisi della giornata in cui usare le piattaforme” oltre a “non portare lo smartphone dentro ogni spazio (a tavola, nelle relazioni, nei momenti importanti)”, spiega ancora lo psicologo. Fondamentale per l'esperto anche “ricordarsi che non tutto quello che si prova ha bisogno di essere condiviso sui social”.

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