Rischio aumenti per i contributi Fgvs
di Maurizio Caprino
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Il problema sembra rinviato, ma esiste: le polizze Rc auto rischiano di subire un rincaro perché potrebbe essere necessario coprire i disavanzi del Fondo di garanzia vittime della strada.
La necessità è già stata ravvisata dalla Consap, società pubblica cui è affidata la gestione del fondo. Ed era stata anticipata a luglio 2017, nella relazione della Corte dei conti sul bilancio 2015, che prevedeva saldi economici negativi anche per i due esercizi successivi. Ma il ministero dello Sviluppo economico, cui ogni anno spetta determinare l’aliquota, non ha accolto la proposta della Consap di innalzare l’aliquota contributiva dall’attuale 2,5% del premio al 4% (il massimo) già dal 2018.
Il Fondo copre i danni da incidenti con veicoli non identificati, non assicurati, rubati o coperti da compagnie in liquidazione coatta amministrativa. Il Dm del 16 gennaio scorso, che conferma il 2,5%, dà conto che ci sono stati «progressivi disavanzi di bilancio che hanno ridotto il patrimonio netto del Fondo negli ultimi tre esercizi». Ciò non è bastato per “convincere” il ministero ad alzare l’aliquota. Il Dm non ne spiega i motivi e il dicastero non ha rilasciato dichiarazioni.
Dato che la Consap propone aumenti solo quando tutti i parametri da considerare inducono a ritenere che il patrimonio possa essere intaccato, è probabile che la decisione del ministero indichi solo la volontà politica di evitare rincari di tariffe nevralgiche come quelle della Rc auto. Tanto più in periodo elettorale. Ma i presupposti tecnici per un aumento restano e quindi il problema pare destinato a riproporsi l’anno prossimo.
Stando alla relazione della Corte dei conti, «il disavanzo d’esercizio è dovuto essenzialmente all’aumento delle uscite per indennizzi» e «alla contestuale diminuzione dell’incasso complessivo per contributi». Fenomeni dovuti all’aumento dei veicoli che circolano senza assicurazione. E nel 2015 i sinistri causati da questi mezzi hanno segnato «il picco più alto dell’ultimo decennio».


