Riondino: «Pochi fondi privati, necessario il sostegno pubblico»
Attore e direttore. Cinzella Festival
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«Le aziende ancora non si fidano molto ad investire nell’impresa culturale, quindi una realtà come Puglia Sounds per noi è fondamentale». Ad affermarlo è Michele Riondino, attore e regista con il pallino per la musica, oggi anche direttore artistico del Cinzella Festival dopo un’impegnativa esperienza nell’organizzazione del 1° maggio di Taranto. Proprio la città dei due mari si è rivelata centrale nell’incontro fra Puglia Sounds (che lì realizza il festival Medimex) e il Cinzella, dato che la manifestazione guidata da Riondino ha puntato su un cartellone a metà strada fra elettronica e post-punk. «In questi anni abbiamo provato a fare un upgrade internazionale – spiega Riondino – e l’esistenza di bandi pubblici è per noi indispensabile. Ma Puglia Sounds ci offre anche una piattaforma di promozione e può rivelarsi determinante per programmare in maniera strategica il supporto al comparto musicale».
Le risorse messe a disposizione da Puglia Sounds non insistono solo sulla musica dal vivo, ma anche sulla produzione discografica, che negli anni ha visto un supporto attivo nei confronti delle etichette discografiche per la realizzazione di album e progetti multimediali. «Per me Puglia Sounds ha rappresentato un ottimo acceleratore del lavoro», racconta Luigi Fasanella, A&R di Faro Records, label nata ormai 16 anni fa per seguire una manciata di artisti locali. «Nel corso degli anni questi progetti musicali hanno preso strade internazionali e Puglia Sounds mi ha aiutato ad accorciare le distanze, aprire un ventaglio di contatti molto più ampio ed esportare la musica degli artisti che rappresentavo».
L’incrocio fra creatività e pubbliche relazioni ha infatti permesso a Fasanella di confrontarsi col mondo della televisione e nel 2015 proprio un artista barese del suo roster, il cantautore rock Giò Sada, ha vinto la nona edizione del talent show X Factor. Oggi il lavoro di Fasanella si è espanso nel management, nelle edizioni e nella gestione di cataloghi musicali per conto terzi. I bandi istituzionali gli permettono anche di muoversi agevolmente fra mainstream e indipendente, per esempio con la nuova Kallax Records, un’etichetta che nasce dall’esigenza di supportare artisti con forte identità espressiva ma lontani dalle logiche commerciali.
Con un mercato sonoro ormai globalizzato, smaterializzato e parcellizzato, le dinamiche di carattere internazionale divengono un’allettante opportunità anche per chi si occupa di identità artistica territoriale. È il caso di Zero Nove Nove, etichetta e agenzia di management e booking che gestisce musicisti di estrazione world, il cui bilancio poggia fondamentalmente sull’attività all’estero.
«La visione internazionale in noi è innata», spiega il salentino Giuseppe Bortone, CEO di Zero Nove Nove. L’export office è alla base del nostro lavoro e i nostri artisti si sono esibiti in Europa, America Latina, Asia, Australia e oltre. Forse avremmo potuto farcela anche senza il supporto delle istituzioni, ma Puglia Sounds è stata determinante soprattutto per i nostri musicisti emergenti, che grazie alle misure messe a disposizione hanno accumulato esperienze e migliorato il loro curriculum artistico».


