Il Consiglio dei ministri

Rinnovabili, via libera alle semplificazioni: tre binari per accelerare gli iter, ma operatori critici

Disco verde al Testo unico che riduce a tre i regimi amministrativi per lo sviluppo delle fonti green. Ma le associazioni di settore protestano: ancora troppi paletti per costruire nuovi impianti o potenziare quelli esistenti

di Celestina Dominelli

4' di lettura

4' di lettura

Via libera del Consiglio dei ministri al testo unico per la semplificazione degli iter amministrativi degli impianti di energia green, dei sistemi di accumulo e delle opere collegate. Il provvedimento, approvato in via preliminare, è il frutto del concerto tra tre ministeri (Ambiente, Pubblica amministrazione e Riforme) e risponde agli obiettivi messi nero su bianco anche nel Pnrr. Rispetto al mosaico molto frastagliato finora esistente, il testo unico riduce a tre i binari per lo sviluppo delle fonti green: attività libera, procedura abilitativa semplificata (Pas) e autorizzazione unica. Ma gli operatori, a partire dalle associazioni più rappresentative come Elettricità Futura, non hanno mancato di esprimere perplessità già in fase di messa a punto del provvedimento, perché introdurrebbe dei paletti in alcuni casi in cui finora non erano necessarie ulteriori autorizzazioni.

Tre regimi per lo sviluppo delle fonti green

Ma vediamo in dettaglio cosa prevede il nuovo provvedimento. Il primo binario introdotto è quello dell’attività libera che si applica, per esempio, a tutti gli impianti solari sotto i 10 megawatt, senza particolari modifiche della struttura su cui sono installati o occupazione di suolo a quello della copertura su cui sono realizzati, ma anche alla modifiche di impianti esistenti (leggi potenziamento o rifacimento). Per questa tipologia di interventi, non sono richiesti atti di assenso o dichiarazioni tranne che in caso di vincoli paesaggistici. Ed è su quest’ultimo punto che si sono molto concentrate le critiche degli operatori delle rinnovabili.

Loading...
Rinnovabili, Pichetto: ok a decreto, riduciamo molto tempi procedure

Le deroghe all’attività libera

Il provvedimento introduce infatti alcune eccezioni, in primis quando il nuovo impianto o la rimodulazione di un progetto esistente insiste su beni oggetto di tutela o in aree naturali protette: in questo caso, infatti, si applica il regime della Pas. Se, invece, questo tipo di installazioni o rifacimenti è relativo a beni come ville o parchi non tutelati ma di non comune bellezza, o complessi di cose che hanno un particolare valore estetico (inclusi centri e nuclei storici) scatta una trafila più lunga con l’intervento delle soprintendenze che devono esprimere un parere vincolante (e che, se negativo, blocca il processo) e con la richiesta soggetta all’ok dell’autorità di tutela del vincolo paesaggistico con allungamento dei tempi per la possibilità di richiedere approfondimenti istruttori.

I rilievi di Elettricità Futura

Un termine, quest’ultimo, che può arrivare fino a 45 giorni e sui quali, come detto, Elettricità Futura ha espresso la propria contrarietà con riferimento agli impianti già installati perché «introduce inutili costi e lungaggini burocratiche» in quanto prevede una nuova autorizzazione anche per questi progetti. Altre limitazioni riguardano la possibilità di applicare, anche per i progetti legati a impianti rinnovabili, il meccanismo del silenzio assenso (in presenza di uno o più vincoli su questo fronte, occorre l’ok dell’autorità preposta alla tutela dello stesso).

Il regime della procedura abilitativa semplificata (Pas)

Il secondo regime è , riguarda invece progetti che non richiedono procedimento di “permitting” e non sono assoggettati a valutazioni ambientali. Il provvedimento prevede diverse casistiche a seconda che la richiesta non presenti ostacoli o sia, invece, soggetta a vincoli comunali e/o di altre amministrazioni. In assenza di prescrizioni, il titolo abilitativo si intende rilasciato entro 30 giorni (che salgono a 45 giorni se sono necessari più atti di assenso o a 75 in caso di convocazione della conferenza dei servizi).

Il terzo binario: l’autorizzazione unica

Ultimo binario è quello dell’autorizzazione unica che si distingue in due percorsi a seconda che la richiesta sia presentata alla Regione (per impianti fotovoltaici di potenza pari o superiore a 1 megawatt e fino a 300 megawatt, ma anche per installazioni eoliche di potenza pari o superiore a 60 kW o fino a 300 MW, solo per citare alcuni esempi) o al ministero dell’Ambiente (per tutti gli impianti green sopra i 300 MW ma anche per realizzazioni offshore). Su questo fronte, la durata spazia da 175 giorni per progetti non sottoposti a valutazioni ambientali e sale a 420 giorni nella più lunga delle ipotesi.

Pichetto: cornice unitaria e strategica per settore decisivo per il futuro del Paese

Sul provvedimento, a valle del via libera del Cdm, sono intervenuti i titolari ministeri che hanno lavorato alla messa a punto del testo. «Una cornice unitaria e armonica - ha commentato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin - e strategica in un settore come quello delle rinnovabili, decisivo per il futuro del Paese. Oggi poniamo le basi per una riforma di sistema, orientata agli obiettivi del Pniec con pragmatismo e senza far venire meno le tutele ambientali. Questo provvedimento chiarisce il quadro generale, lo semplifica ove possibile, stimolando rispetto al passato l’iniziativa privata nel modo migliore: con regole certe e trasparenza nei tempi».

Gava: velocizziamo la diffusione degli impianti rinnovabili

«Semplifichiamo i processi autorizzatori per velocizzare la diffusione degli impianti rinnovabili e dei sistemi di accumulo. Con i tre regimi di autorizzazione (attività libera, Pas e autorizzazione unica) riduciamo i procedimenti incagliati da troppo tempo e acceleriamo per raggiungere i target di decarbonizzazione. Il Parlamento, anche attraverso l’audizione degli operatori del settore, potrà migliorare ulteriormente il testo per un reale cambio di passo», ha detto la viceministra del Mase, Vannia Gava.

Zangrillo: primo significativo passoper ridurre il peso burocratico sulle imprese

«Si tratta di un primo significativo passo, a cui dovranno seguirne altri, per ridurre il peso burocratico nei confronti delle imprese che operano nel settore delle energie rinnovabili, semplificando e standardizzando le procedure, con un risparmio di tempo e di costi anche per le amministrazioni coinvolte», ha sottolineato il titolare della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. «Un tassello significativo del complesso ed eterogeneo panorama delle semplificazioni amministrative, che ci avvicina al traguardo delle 200 procedure semplificate, step previsto per quest’anno dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».

Casellati: passo importante verso la sostenibilità dell’economia italiana

«Oggi abbiamo compiuto un passo importante verso la sostenibilità dell’economia italiana e a supporto delle imprese che vogliono investire in rinnovabili ed energie pulite. L’Italia si è dotata di un nuovo sistema di incentivi per le realtà produttive, un traguardo perfettamente in linea con la grande operazione di pulizia normativa, semplificazione delle procedure e sburocratizzazione che questo governo ha avviato per rendere la vita più facile a imprese e cittadini. L’economia verde non deve essere un peso ma un’opportunità per le aziende. È questa la strada per essere protagonisti della grande rivoluzione che tutela la nostra salute e l’ambiente», ha detto la ministra della Riforme Istituzionalu, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti