Market Mover

Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo oradi Cheo Condina
2' di lettura
2' di lettura
Operazioni sulle rinnovabili oltre 50 GW nel 2023 e investimenti potenziali per 80 miliardi di euro (il doppio rispetto al 2022). Un processo autorizzativo più snello, con progetti approvati in aumento del 73%, ma ancora non abbastanza per tenere il passo degli obiettivi green. Un sensibile aumento dei costi, «che rende imprescindibile un aumento delle tariffe per il successo delle aste» sui nuovi impianti. È stato presentato il 26 giugno a Roma, con un evento in media partnership con Il Sole 24 Ore, l’Irex Annual Report 2024: un documento del think tank Althesys, guidato dal professor Alessandro Marangoni, considerato un punto di riferimento per l’industria verde.
Quest’anno – sottolinea lo stesso Marangoni – ci attendiamo che in Italia possano essere installati 7,1 GW di rinnovabili dopo gli oltre 5 GW dell’anno scorso e i 3 GW raggiunti a maggio: sotto, dunque, gli 8 GW previsti dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, e i 9-10 GW richiesti dal Pniec.
Il tema è in ogni caso di fortissima attualità. Se da una parte – grazie anche all’idroelettrico record – l’Italia viaggia stabilmente sopra il 50% di elettricità prodotta da fonti green, dall’altra «il settore è messo a dura prova da un combinato disposto di fattori critici: un quadro macro difficile, l’alto livello dei tassi, i rincari dei materiali e le incertezze normative, a partire dal Decreto Aree Idonee e dal Dl Agricoltura», fa notare Marangoni. Tanti punti interrogativi scontati anche dalla Borsa, dove l’Irex Index – che raggruppa le principali aziende green quotate – nel 2023 ha ceduto il 21,6% contro il +24% di tutto il listino e il +7,4% del Ftse Energia.
In ogni caso, come rilevato dallo studio di Irex, la crescita del settore prosegue, quantomeno «sulla carta». Gli investimenti registrati in Italia nel 2023, per il 96% nuove progetti green (a prescindere dallo stato di avanzamento), superano 80 miliardi. Tra le tecnologie, fotovoltaico e agrivoltaico sono saldamente in testa, incidendo insieme per il 75% delle iniziative e il 56% della potenza, mentre l’eolico, sia onshore che offshore, guadagna terreno, arrivando a 22,5 GW.
Sullo sfondo, prosegue Marangoni, restano tuttavia i timori per l’industria europea, stretta nella morsa tra concorrenza cinese e protezionismo Usa, a maggior ragione con l’aumento dei costi di produzione, in gergo tecnico gli Lcoe. In Europa, osserva, sono arrivati a 76,6 euro al MW per l’eolico onshore e 100,2 per l’offshore, mentre per il fotovoltaico sono a 77 euro per l’utility scale e a 107,4 euro per il commerciale. Quest’anno dovrebbero calare ma «l’aggiornamento delle tariffe è diventato imprescindibile per il successo delle aste e tutti i Paesi europei stanno procedendo, più o meno velocemente, in tale direzione».