La leadership mondiale fra Usa e Cina? Si gioca sulla Luna
di Patrizia Caraveo
di Daniela Russo
3' di lettura
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Energie rinnovabili: settore protagonista della transizione green, alle prese con sfide sempre nuove. Aumento dei prezzi delle materie prime, cyberattacchi, rincaro dei costi delle turbine e prezzi di aggiudicazione troppo bassi nelle gare d’appalto sono solo alcuni dei temi che i risk manager delle energie rinnovabili si troveranno ad affrontare. È quanto emerge dall’ultimo report “Geopolitics, inflation and the energy transition - Where do renewables go from here? Renewable Energy Market Review”, della società di consulenza e brokeraggio Wtw (ex Willis Towers Watson). Le energie rinnovabili rimarranno il focus principale della transizione energetica globale, ma i gestori del rischio dovranno affrontare una nuova complessità: far convergere l’esigenza di energia a zero emissioni, una macroeconomia globale instabile e l’aumento della domanda di energia rinnovabile a fronte di un’offerta ridotta.
Il contesto geopolitico internazionale ha contribuito a spingere i Paesi europei verso l’adozione di nuovi modelli di approvvigionamento energetico. «Nonostante l'aumento degli investimenti nel settore delle rinnovabili, i ritmi di crescita attuali non saranno sufficienti per raggiungere l'obiettivo di un'economia a emissioni zero fissato per il 2050 – commenta Eva Mariani, head of natural resources di Wtw Italia –. Secondo l'International Energy Agency, gli investimenti nel settore globale dell'energia pulita sono al momento pari a circa 2 miliardi di dollari all'anno, mentre sarebbe necessario che aumentassero a 3,5 miliardi entro il 2030 per poi tenersi stabili a quel livello fino al 2050, così da raggiungere in quell'anno la prefissata neutralità climatica».
Le tecnologie più economiche per la generazione di energia rinnovabile sono il solare fotovoltaico e l’eolico onshore. «Si stima che la capacità derivante dagli impianti fotovoltaici sia destinata a triplicare nel periodo 2023-2027 – aggiunge Mariani –. Una tipologia di rinnovabili di cui si discute molto è l'idrogeno pulito, che potrebbe contribuire al processo di decarbonizzazione in settori difficili da convertire, come quello dei trasporti e delle industrie pesanti. Tuttavia, solo l'idrogeno verde, prodotto da fonti rinnovabili senza emissioni climalteranti, può ricoprire questo ruolo e il costo dell'utilizzo di energia rinnovabile per la sua produzione è più elevato di quello derivante dall'impiego di combustibili fossili».
Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) attribuisce alle rinnovabili un ruolo di primo piano. Secondo l'analisi Wtw, nel 2022 l’Italia ha registrato una forte crescita nelle installazioni di impianti e un rafforzamento dei progetti in pipeline. Con riferimento all’eolico onshore, i dati del terzo trimestre 2022 indicano 11,3 GW di capacità installata (in crescita rispetto al primo trimestre che aveva registrato 11,0 GW), con una crescita del 3% e 3,2 GW di progetti in pipeline nel periodo 2022-2027.
Anche per il solare aumenta la capacità installata nel terzo trimestre 2022: a 23,9 GW (rispetto ai 22,6 GW del primo trimestre). La crescita è stata del 6% mentre si registrano 17,0 GW di progetti in cantiere negli anni 2022-2027. Inoltre, è stato annunciato un potenziale di 5 GW di eolico offshore che saranno messi all’asta tra il 2023 e il 2026, e la costruzione del primo Parco eolico offshore nel Paese.