Transizione

Rinnovabili, crollano le richieste di autorizzazioni nel 2025: -63% per il solare

Secondo l’Osservatorio REgions2030 siamo entrati in una nuova fase del mercato, con meno sviluppo. Pesa anche il Testo Unico

di Sara Deganello

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Nel 2025 sono crollate in Italia le richieste di autorizzazione per nuovi impianti rinnovabili. Se negli ultimi anni la curva dei progetti avviati al permitting è andata progressivamente salendo, il 2025 ha rappresentato un’inversione di tendenza significativa: rispetto al picco registrato nel 2024, le nuove richieste si sono fermate a una capacità sulla carta di 12 GW (dai 32 del 2024) per il fotovoltaico, con una riduzione del 63% e di 9 GW per l’eolico più che dimezzate rispetto ai 19 GW del 2024.

I numeri emergono dall’Osservatorio REgions2030 a cura di Elemens e Public Affairs Advisors, un progetto nato per monitorare lo sviluppo delle rinnovabili nelle varie regioni italiane, attraverso analisi continue di dati provenienti dai portali autorizzativi nazionali, regionali e provinciali.

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Dal 2020 200 GW di richieste

Per valutare questo cambio di passo serve fare una premessa: dal 2020 a oggi oltre 200 GW di progetti solari ed eolici hanno presentato in Italia istanza di avvio di autorizzazione. È un numero superiore di oltre quattro volte i quasi 50 GW necessari per raggiungere gli obiettivi del Pniec (Piano nazionale integrato energia e clima) di 131 GW installati al 2030 (al 31 gennaio Terna ha registrato 84 GW di potenza operativa sul territorio nazionale: 44 di solare e 14 di eolico). La pipeline è stata gonfiata da un entusiasmo legato all’abbondanza di sole del nostro Sud insieme ai prezzi alti dell’energia italiana: una combinazione che ha portato alla concentrazione dei progetti da autorizzare soprattutto Sicilia e Puglia.

Mercato saturo

A causare il vistoso calo del 2025 ci sono diverse motivazioni, come spiegano i responsabili dell’Osservatorio REgions2030. Secondo Tommaso Barbetti, partner di Elemens, «per le rinnovabili sembra iniziata una nuova fase di mercato. Se gli anni passati sono stati quelli dello sviluppo, inteso come attività volta all’ottenimento delle autorizzazioni, ora è iniziata una fase nuova, quella della messa a terra degli investimenti con creazione di portafogli di energia, ricerca di ricavi certi nel tempo per i progetti, finanziamento, costruzione. Inoltre il segmento dello sviluppo è considerato saturo: ci sono troppi progetti e l’attenzione del mercato si è spostata anche altrove. Un fenomeno tipico di un mercato in fase di maturazione».

Il Testo Unico

Giovanni Galgano, ad di Public Affairs Advisors, mette in evidenza come «nel caso del solare, esistono anche motivazioni specifiche. A fine 2024 sono state introdotte modifiche normative sulle autorizzazioni all’interno del cosiddetto Testo Unico sulle rinnovabili: la gestione delle autorizzazioni della gran parte dei nuovi progetti è passato dallo Stato alle Regioni. Tali modifiche, non del tutto digerite né dal mercato né delle stesse amministrazioni, hanno creato una sorta di spaesamento che si è tradotto in un importante rallentamento nella presentazione di nuovi progetti».

Cresce l’autorizzato

Parallelamente, rimane una crescita costante degli impianti autorizzati, anche se fotovoltaico ed eolico qui sembrano ormai aver preso strade diverse: mentre i progetti di energia dal sole a cui è stato dato il via libera sono cresciuti sempre di più, quelli dal vento non riescono a uscire da una crisi che ormai dura da anni. L’Osservatorio REgions2030 mostra come in Italia dal 2020 siano stati autorizzati quasi 34 GW di progetti fotovoltaici, mentre quelli eolici sono stati meno di 5 GW.

Nel 2025, in particolare, i solari autorizzati sono stati pari a 9,4 GW contro 1,4 GW di eolici: lo squilibrio si vede anche nelle realizzazioni. Nel 2025 sono stati installati parchi solari per circa 6,5 GW ed eolici per 0,6 GW. Gli obiettivi al 2030 sono quindi a portata del solare, non dell’eolico: servirebbero 2,6 GW all’anno fino al 2030. La traiettoria, trainata dal fotovoltaico, rimane di crescita e, secondo Barbetti, «non dovrebbe essere compromessa dal recente dl Energia».

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