Al momento non è andata come sperava neanche a Enrico Galli, imprenditore della notte che pochi mesi fa ha rilevato la storica discoteca di Riccione, il Cocoricò, chiusa da anni. Lo scopo era di rilanciare il locale già da questa primavera a seguito del fallimento decretato dal tribunale di Rimini a giugno del 2019. Ma il Covid ha cambiato le carte in tavola. «Il restyling non è stato terminato. Sono investimenti enormi che pesano, perché non abbiamo certezze sul futuro», racconta Galli, già proprietario della discoteca Altromondo Studios.
E tutto si sta un po’ trasformando come racconta Alain Rosetti direttore del Peter Pan e della Villa della Rose. «E’ innegabile che in questa situazione la nostra offerta si sta trasformando, stiamo cambiando pelle, da pura discoteca a ristorante con spettacoli dal vivo. Ma la risposta, nonostante il momento, è incoraggiante».
Esattamente dall'altra parte della città rispetto al Grand Hotel, ci sono le colonie costruite durante il regime fascista. Per lo più a Miramare, verso Riccione. Luoghi abbandonati e in grave stato di degrado da ormai molto tempo. Rifugio notturno di senza tetto, artisti di strada, ma anche della criminalità comune. Sono state costruite negli anni Trenta per la villeggiatura dei bambini, ognuna con il nome della città da cui provenivano i piccoli.
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Un evento organizzato nella Colonia bolognese da Palloncino Rosso
Tra quei ragazzini c'era anche Enzo Biagi. Che racconta di aver visto il mare, la prima volta dopo le elementari. Colonia della Decima Legio, Rimini. Balilla. Grado: capo squadra. E il pensiero dei ricordi che vanno a un acuto odore di marmellata gelatinosa, in mastelli. La merenda tra i capanni. «Con tutta quella sabbia - scrisse anni dopo - almeno ci fossero i cammelli». Un ricordo melanconico quello di Biagi, dettato dalla lontananza dei genitori che da Bologna potevano venirlo a trovare solo poche volte durante il lungo e per lui pesante soggiorno.
Ora la ex Decima Legio, in seguito chiamata Colonia Bolognese, chiusa dal 1977, è detenuta dalla Curatela Fallimentare e va periodicamente all'asta. Ma la situazione di mercato è quella che è, e soprattutto dopo la crisi di questi mesi, Rimini non ha certo bisogno di nuovi grandi alberghi.