Design e imprenditorialità

Rimadesio programma la nuova sede per il 2027

Punti cardine: headquarter sostenibile, il debutto del concept Becoming e investimenti sia su linee produttive sia in spazi monobrand

di Marco Barlassina

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Una scultura sospesa nel verde. È questo il regalo che Rimadesio ha deciso di farsi per celebrare i suoi primi 70 anni di storia: una nuova sede che non consuma suolo, ma rigenera un’architettura industriale firmata ACPC Antonio Citterio Patricia Viel.

«Un punto di partenza per i prossimi 70 anni», lo definisce l’ad Davide Malberti, spiegando che la nuova struttura di Giussano accoglierà uffici, showroom e area produttiva, per un’apertura ufficiale all’inizio del prossimo anno, in vista dell’edizione 2027 della Design Week milanese. Per quest0’anno, invece, l’evoluzione fisica si riflette in una narrazione celebrativa che culminerà in un evento straordinario all’interno di Palazzo Isimbardi, edificio milanese del Seicento, che sarà aperto al pubblico dal 21 al 26 aprile. Qui il brand presenterà la nuova collezione e un’installazione artistica che gioca con luce e trasparenze, materiali simbolo dell’affinità elettiva con l’architetto Giuseppe Bavuso, con cui l’azienda collabora da oltre trent’anni. «Ci piaceva sottolineare le peculiarità su cui la nostra azienda si fonda: la nostra storia, la tecnologia e i nostri valori», spiega Malberti. Il primo capitolo di Becoming, il concept narrativo che nel corso del 2026 proporrà un percorso di iniziative pensate per mettere in relazione arte, architettura e cultura del progetto.

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Il traguardo dei 70 anni arriva in un contesto complesso, segnato dai conflitti e dall’incertezza dei dazi. Eppure, Rimadesio non arretra, dopo un 2025 nel quale il fatturato è cresciuto fino a 88,6 milioni di euro. Sebbene gli Stati Uniti abbiano subito una contrazione, restano un mercato prioritario, così come il Medio Oriente e l’Asia, aree nelle quali sono previste nuove aperture di negozi monobrand. In Cina, nonostante il rallentamento del mercato, il brand darà vita nel 2026 a Rimadesio China e inaugurerà in autunno a Shenzhen una nuova sede commerciale, espositiva e formativa in una zona d’avanguardia della metropoli cinese più dinamica.

A sostenere la spinta internazionale c’è una supply chain radicata nel territorio, un impegno pionieristico nella sostenibilità (il primo sistema di autoproduzione energetica risale al 2008 ed è stato potenziato nel 2025 da un nuovo impianto fotovoltaico) e investimenti per quasi quattro milioni sulle linee produttive solo nell’ultimo anno. Tale efficienza permette di proteggere la rete di 90 monomarca e 5 flagship diretti dalle oscillazioni dei costi determinato dall’apprezzamento delle materie prime: «La stabilità del nostro listino è fondamentale», dice ancora Malberti. «Non possiamo modificare i prezzi ogni anno. Assorbiamo gli aumenti delle materie prime per tutelare il cliente finale».

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