Rigenerazione urbana, firmato l’accordo tra Anci e Invimit
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Un patrimonio immobiliare pubblico ampio ma spesso sottoutilizzato, che può diventare leva di sviluppo locale e sostenibilità finanziaria per gli enti. È su questo terreno che si inserisce il protocollo d’intesa siglato tra Anci e Invimit Sgr, con l’obiettivo di avviare una collaborazione strutturata a supporto dei Comuni nella valorizzazione degli asset e nei processi di rigenerazione urbana.
L’accordo punta a promuovere un utilizzo più efficiente e strategico degli immobili pubblici, attraverso interventi di riqualificazione funzionale ed energetica, ma anche tramite nuovi strumenti operativi. Tra questi, iniziative informative rivolte agli enti locali per diffondere la conoscenza dei veicoli e delle soluzioni gestite da Invimit, oltre alla creazione di un tavolo permanente di confronto, con un focus particolare sulle aree interne e sulle politiche abitative.
Il nodo è duplice: da un lato migliorare la capacità dei Comuni di conoscere e gestire il proprio patrimonio, dall’altro attivare progettualità in grado di generare valore economico e sociale. In questa direzione si inserisce anche l’impegno a mettere a disposizione strumenti digitali per il monitoraggio e la gestione degli immobili, un passaggio chiave soprattutto per gli enti di dimensioni medio-piccole, che spesso non dispongono di basi dati aggiornate o integrate.
«I Comuni italiani guadagnano un alleato strategico per la valorizzazione del patrimonio immobiliare, un asset spesso sottoutilizzato che rappresenta una risorsa fondamentale per lo sviluppo territoriale e la sostenibilità finanziaria degli enti locali», sottolinea Marco Fioravanti, presidente del Consiglio nazionale di Anci. La gestione degli immobili, aggiunge, «non è solo una necessità amministrativa, ma un’opportunità per generare valore economico e sociale, ottimizzando la gestione e finanziando progetti a beneficio delle comunità».
Dal lato operativo, il ruolo di Invimit resta quello di piattaforma di raccordo tra pubblico e privato, con una logica di investimento che si distingue da quella degli operatori tradizionali. «La nostra missione è essere un ponte tra il pubblico e il privato per rimettere in servizio immobili che hanno esaurito la loro funzione originaria», spiega l’amministratore delegato della società, Stefano Scalera. La leva è quella della rifunzionalizzazione, anche attraverso partenariati pubblico-privato, con un approccio che punta a rendimenti di lungo periodo e quindi più adatto a contesti meno attrattivi per gli investitori privati.
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