Rigassificatore Piombino: tutto quello che c’è da sapere, dalla sicurezza al primo gas
È arrivata nel porto della città toscana la Fsru acquistata dal gruppo guidato da Stefano Venier su mandato del governo. Ora cominciano le operazioni per renderla operativa: il primo gas previsto a metà maggio
di Celestina Dominelli
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
La Golar Tundra, la nave rigassificatrice che Snam ha acquistato su mandato del governo e che servirà a garantire l’arrivo di nuovi flussi di gas, è arrivata a Piombino. La Fsru (unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione) ha fatto il suo ingresso nel porto intorno alle 23 nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 marzo. Nessuna cerimonia ufficiale al suo arrivo né la presenza di rappresentanti del governo. C’era ad accoglierla, invece, come aveva annunciato lui stesso nei giorni scorsi, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e commissario governativo che ha documentato l’arrivo della Fsru con un breve video pubblicato su Facebook. «L’Italia deve dire grazie a Piombino e alla Toscana. Dobbiamo renderci autosufficienti dalla Russia per il gas e questa opera contribuirà in modo determinante con 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno».
L’identikit della Golar Tundra
Ma dove è stata ormeggiata la nave e soprattutto quali sono i prossimi step? Andiamo per ordine. Vale innanzitutto ricordare le caratteristiche di Golar Tundra. Si tratta di una nave rigassificatrice lunga circa 292,5 metri, larga circa 43,4 metri e alta circa 55 metri (altezza massima dalla chiglia al punto più alto). È dotata di 4 serbatoi di stoccaggio di gas naturale liquefatto disposti nella parte centrale dello scafo, mentre l'impianto di rigassificazione è posto a prua. Costruita nel 2015, la nave ha una capacità di stoccaggio di circa 170mila metri cubi di gas naturale liquefatto e una capacità di rigassificazione continua di 5 miliardi di metri cubi l’anno. La Golar Tundra e la BW Singapore, la seconda Fsru rilevata da Snam sarà invece collocata a Ravenna, e una volta operative, contribuiranno al 13% del fabbisogno energetico nazionale.
La scelta di Piombino e il punto di ormeggio
La scelta di Piombino è stata fatta, di concerto con le istituzioni, a valle di approfondimenti che hanno individuato la località toscana come l'unica in grado di assicurare, per ragioni tecniche (pescaggio del fondale, lunghezza della banchina e prossimità alla rete di trasporto), l’entrata in funzione del terminale in tempi compatibili con l'attuale criticità energetica. La Fsru è stata ormeggiata in corrispondenza della banchina est della darsena nord del porto. Quattro rimorchiatori l’hanno trainata all’ormeggio, dopo 26 giorni di navigazione (via Suez), con una manovra lenta e precisa dopo una sosta di attesa di circa quattro ore alla fonda nel golfo di Follonica. È entrata di prua poi è stata fatta ruotare per portarla al punto di arrivo definitivo. L’ormeggio è stato effettuato lasciando 60 metri tra la poppa della nave e la banchina nord, in maniera da consentire l'evoluzione in sicurezza dei rimorchiatori durante le manovre di accosto e partenza delle navi.
Come funzionerà la nave
La Golar Tundra sarà rifornita ad intervalli regolari da navi metaniere. Una volta giunta in prossimità della Fsru, la nave metaniera che trasporta il gnl alla temperatura di -160°C trasferisce il gas naturale liquefatto nei serbatoi del terminale. Questo processo avviene tramite bracci di scarico installati sulla Fsru. Questi si allungano e si agganciano alle flange della metaniera, a quel punto il gnl viene travasato nei serbatoi e stoccato. uccessivamente, questo viene rigassificato. Il processo di rigassificazione si ottiene immettendo il gnl in uno scambiatore di calore in cui scorre un liquido più caldo, normalmente acqua di mare, la cui temperatura naturale è sufficiente per riportare il gas allo stato gassoso. Il metano a temperatura ambiente ottenuto dal processo di rigassificazione viene poi compresso e immesso in un gasdotto che parte dalla Fsru e arriva fino alla rete di trasporto nazionale.
A che punto sono i lavori per renderla operativa
Secondo quanto ribadito nei giorni scorsi anche dal ceo di Snam Venier, il primo gas dal rigassificatore di Piombino dovrebbe arrivare a metà maggio. Come ha poi spiegato al Sole 24 Ore, a margine dei conti del 2022, «siamo in linea con la tabella di marcia prevista. Abbiamo concluso i lavori sulla parte di connessione con la rete nazionale e stiamo finendo le attività sul punto di ingresso, mentre i lavori in banchina saranno conclusi quando la nave sarà arrivata». Entro la prima metà di aprile, la nave rigassificatrice sarà collegata alla condotta con la rete nazionale gas, mentre l’arrivo del primo carico è previsto nella finestra che va dal 27 aprile al 16 giugno.








