In fuga dalla guerra

Rifugiati dall’Ucraina: 4,2 milioni sotto protezione temporanea nell’Ue

In Italia ci sono 165.225 ucraini accolti. La Germania in testa con oltre un milione.

di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore), Maryna Svitlychna (OBTC, Italia) e Petr Jedlička (Denik Referendum, Repubblica Ceca)

Una foto di repertorio mostra una moltitudine di persone che partecipano a una protesta chiamata “Stop alla guerra. Pace per l’Ucraina e per tutta l’Europa” a Berlino. (EPA/Filip Singer)

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In fuga dalla guerra e alla ricerca di una nuova vita. A fare i conti con questa situazione ci sono i cittadini extracomunitari che hanno lasciato l’Ucraina proprio a seguito dell’invasione russa. Secondo Eurostat, il 31 marzo 2025, poco più di 4,26 milioni di cittadini extracomunitari fuggiti dall’Ucraina a seguito della guerra avevano uno status di protezione temporanea nell’Ue: persone che rientrano nella procedura che viene fornita solo in caso di afflusso di massa o imminente afflusso di massa di sfollati provenienti da Paesi terzi che non sono in grado di tornare nel Paese d’origine.

In Germania i numeri più alti

«I paesi dell’UE che ospitano il maggior numero di beneficiari di protezione temporanea dall’Ucraina - si legge nel documento - sono stati la Germania (1.184. 890 persone; 27,8% del totale dell’UE), la Polonia (997 120; 23,4%) e la Repubblica Ceca (365 055; 8,6%)».

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Se si confrontano il secondo e il terzo mese di quest’anno, emerge un calo della tendenza. «Rispetto alla fine di febbraio 2025, il numero totale di persone in protezione temporanea nell’UE alla fine di marzo è diminuito di 45.455 (-1,1%) - si legge ancora -. Le maggiori diminuzioni sono state registrate in Repubblica Ceca (-32.695; -8,2%), Svezia (-20.505; -43,2%) e Lituania (-4.845; -9,9%). Queste diminuzioni sono in larga misura spiegate dagli stati di protezione temporanei che terminano a marzo 2025. Alcuni individui potrebbero essere esclusi temporaneamente durante il rinnovo».

Numeri aumentati in 18 Paesi Ue

Il numero di persone sotto protezione temporanea è aumentato in 18 paesi dell’UE con i maggiori aumenti assoluti osservati in Germania (+7.090; +0,6%), Polonia (+2-330, +0,2%) e Spagna (+2.275; +1,0%). L’Italia è nelle posizioni medie con 165.225 persone.

«Rispetto alla popolazione di ciascun paese dell’UE - prosegue il documento - il più alto rapporto di beneficiari di protezione temporanea per mille persone è stato osservato in Repubblica Ceca (33,5), Polonia (27,2) e Lettonia (26,4), mentre la cifra corrispondente a livello di UE era 9,5 per mille persone».

Al 31 marzo 2025, i cittadini ucraini rappresentavano oltre il 98,4% dei beneficiari di protezione temporanea nell’UE.

Donne e giovani

Alla fine di marzo 2025, le donne adulte rappresentano il 44,7% dei beneficiari di protezione temporanea, il 54,6% di loro erano donne di età compresa tra 35 e 64 anni. I minori sono il 31,7%, mentre la percentuale di uomini adulti nel numero totale di beneficiari di protezione temporanea è del 23,6%. Le proporzioni di ragazzi e ragazze di età inferiore ai 18 anni sono vicine, con il 16,7% per i ragazzi e il 15,0% per le ragazze

Italia: tra rinnovi, sostegno e sfide burocratiche

Il 4 marzo 2022 il Consiglio europeo aveva approvato l’attivazione della protezione temporanea. L’estensione al 4 marzo 2026, decisa il 25 giugno 2024, ha coinciso in Italia con l’inizio del primo vero rinnovo fisico dei permessi di soggiorno. In precedenza, il rinnovo era automatico e molte carte di soggiorno riportavano una data di scadenza formale non aggiornata, generando problemi pratici: difficoltà di accesso ai servizi pubblici, fraintendimenti con le autorità e perfino rifiuti all’ingresso in altri Paesi UE, come la Germania.

I rifugiati ucraini possono accedere al sistema di accoglienza pubblica (prima la Protezione Civile, poi il SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione). Chi esce da queste strutture può ricevere un contributo straordinario di 250 euro a persona per il passaggio all’autonomia abitativa. Tuttavia, l’accesso alle strutture è limitato e spesso vincolato a reti di conoscenze personali. A molti, nonostante la domanda, non viene mai confermata una disponibilità effettiva.

Il permesso di protezione temporanea permette ai rifugiati di lavorare. Dal 2023 è possibile convertirlo in permesso per motivi di lavoro, grazie a modifiche normative come il Decreto Milleproroghe e la Legge di Bilancio 2024. Inoltre, chi possiede qualifiche professionali nel settore sanitario o socioassistenziale può esercitare la professione fino a fine 2025, previa certificazione.

L’accesso all’istruzione scolastica è garantito. Sono stati attivati anche bandi speciali universitari con borse di studio per rifugiati ucraini, come quello dell’Università di Trento. Corsi di lingua italiana sono disponibili in vari enti (CLA, Società Dante Alighieri), assieme a programmi di formazione professionale.

Ai rifugiati ucraini è garantito l’accesso al sistema sanitario come ai residenti italiani. Fino al 2025, molte regioni applicavano l’esenzione x22 per i costi sanitari, che però non è stata rinnovata ovunque, come nel caso del Trentino.

Chi ha ottenuto il permesso prima del 31 gennaio 2025 può ancora richiedere il contributo mensile di 300 euro per un massimo di tre mesi (due se lavorano). Chi lo riceve dopo quella data non ha più diritto a questo beneficio. In alcune regioni, come il Trentino, sono previste misure come la libera circolazione regionale.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”


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