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Riforma edilizia: tecnici in rivolta contro la nuova stretta penale

Per Fondazione Inarcassa le previsioni del Ddl delega scaricano sui professionisti le inefficienze della Pa

di Giuseppe Latour

 (Adobe Stock)

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«Una previsione che altera profondamente il corretto equilibrio tra doveri professionali e responsabilità della pubblica amministrazione, attribuendo al tecnico compiti che esulano dal suo ruolo e dalle sue possibilità operative». Fondazione Inarcassa, in rappresentanza di architetti e ingegneri, commenta così le ipotesi di aggravio delle responsabilità dei professionisti tecnici attualmente in discussione nell’ambito della riforma del Codice delle costruzioni.

Nel testo, infatti, è inserita una misura che potrebbe introdurre un nuovo obbligo dichiarativo, imponendo ai professionisti tecnici di ricostruire e attestare l’intero percorso autorizzativo di un immobile, assumendone la responsabilità anche sul piano penale.

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Digitalizzazione della Pa in ritardo

Fondazione Inarcassa sottolinea che «non è accettabile trasferire sui professionisti le inefficienze della Pa, che ancora oggi sconta ritardi nella digitalizzazione, nella gestione documentale e nell’accessibilità degli archivi. Pretendere che il tecnico supplisca a tali mancanze e che certifichi autonomamente la completezza di atti prodotti da terzi significa esporre il professionista a responsabilità penali che incidono sulla libertà personale e snaturano la natura stessa della responsabilità tecnica».

Riforma irrealistica

Per il presidente della Fondazione, Andrea De Maio, «è irrealistico attribuire al professionista il compito di garantire, da solo, la completezza di atti amministrativi spesso incompleti o non pienamente accessibili. Una simile impostazione trasforma il tecnico in un garante retroattivo di procedimenti altrui, esponendolo a un regime di responsabilità del tutto sproporzionato».

Costi a carico dei tecnici

Ancora più grave è «l’idea che il deficit di digitalizzazione degli archivi pubblici possa tradursi in un costo pagato, in termini di responsabilità penale, dal singolo professionista. Non è solo una questione di corretto riparto dei compiti: è in gioco la tutela della libertà personale. È indispensabile riportare la riforma entro un perimetro equilibrato e applicabile, nel quale le responsabilità siano attribuite a chi ha effettivamente titolo e capacità di controllo».

Il fascicolo del fabbricato

Per migliorare la qualità e la trasparenza dei procedimenti autorizzativi, Fondazione Inarcassa «ribadisce la necessità di strumenti non più rinviabili: fascicolo del fabbricato e catasto digitale evoluto, già al centro del dibattito pubblico e richiamati nella Giornata della Prevenzione Sismica 2023. Solo attraverso archivi digitali completi e omogenei sarà possibile garantire certezza documentale e attribuire agli enti titolari la piena responsabilità dei dati che producono, evitando di scaricare sui Professionisti oneri impropri e rischi ingiustificati», conclude De Maio.

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