Sostenibilità

Riforestazione cardine per difesa ambiente e consumo di legno

Conlegno è impegnata al fianco di Legambiente per promuovere la conoscenza degli ecosistemi forestali e valorizzarne il ruolo multifunzionale

di Flavia Carletti

4' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Di fronte al cambiamento climatico, che provoca fenomeni atmosferici sempre più violenti, in un paese come il nostro ad elevato rischio idrogeologico, una delle soluzioni più efficaci è la forestazione. Nelle città in particolare. Inoltre, come rilevato da Conlegno, la riforestazione e l’arboricoltura da legno sono uno dei cardini da sviluppare per aumentare il consumo di legno in Italia, si pensi solo al ruolo della pioppicoltura in Italia. Secondo la quarta edizione dell’Atlante delle Foreste, nel 2023 in Italia si sono registrati 291 macro-progetti di nuove piantagioni urbane ed extra-urbane, su tutto il territorio nazionale, la cui estensione complessiva, grazie alla messa a dimora di 2.403.866 alberi, copre 3.089 ettari di territorio, tra pubblico e privato. L’indagine, condotta da Legambiente e AzzeroCo2 con il supporto tecnico di Compagnia delle Foreste per Il Sole 24 Ore, stima un beneficio complessivo in Italia del valore di 16.126.937,49 euro all’anno, per ciascuno degli anni di vita degli impianti arborei e arbustivi messi a dimora. Il presidente di Conlegno, Massimiliano Bedogna, sottolinea che i dati della ricerca condotta da Legambiente evidenziano che «possiamo fare ancora meglio e soprattutto concentrarci in una "piantagione produttiva" che crei nuovo valore aggiunto e posti di lavoro nella bioeconomia forestale». In particolare, Conlegno valorizza e promuove una visione sistemica e circolare dell’indotto legno in Italia: aumentare il tasso del prelievo legnoso italiano per “metterci in sicurezza” aumentando le produzioni forestali Made in Italy e così riducendo le importazioni; migliorare l’innovazione tecnologica delle imprese e ridurre gli sprechi di legno; massimizzare recupero, riutilizzo e riciclo per diminuire l’utilizzo di legno vergine in alcune importanti applicazioni attraverso tecnologie “sostitutive” grazie ai progetti con Rilegno e non da ultimo, sviluppare automazione e digitalizzazione per rendere attrattivo il settore alle nuove generazioni per colmare il gap occupazionale imminente.

GLI INTERVENTI PER REGIONE

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La mappa dei progetti realizzati in Italia

Inoltre, lo studio di Legambiente scatta la fotografia di un capitale naturale in continua evoluzione, tra le sfide del cambiamento climatico e le opportunità offerte da strumenti finanziari pubblici, fornendo una mappa dettagliata degli interventi realizzati nelle regioni italiane, sottolineando che piantare alberi non è un semplice gesto simbolico, ma una scelta concreta e lungimirante con un ritorno economico tangibile che si estende ben oltre il semplice recupero dell'investimento iniziale, che avviene in soli 4-5 anni, a fronte di una vita media dei progetti superiore ai trenta anni. Nel dettaglio, l'impatto economico positivo generato dalle nuove “infrastrutture verdi” viene valutato considerando diversi fattori. La mitigazione di eventi climatici estremi e la regolazione della qualità dell'aria e del suolo contribuiscono per 2.202,9 euro per ettaro all'anno. Significativo anche l’impatto sul turismo sostenibile e sulle attività culturali, valutato in 639,2 euro per ettaro all'anno. Infine, ma non meno importante, le foreste garantiscono la disponibilità della biodiversità e il funzionamento degli ecosistemi forestali per le generazioni future, con un apporto stimato in 2.342,5 euro per ettaro ogni anno. A livello geografico, dallo studio emerge che, considerando sia gli investimenti pubblici che quelli privati, il Trentino-Alto Adige, con oltre 637.000 piante messe a dimora prevalentemente nelle provincie autonome, è la regione con più alberi piantati nel periodo temporale considerato, seguita da Basilicata, Piemonte e Puglia, che risalgono nella classifica, insieme ad altre regioni del centro sud. Anche per quanto riguarda le Città metropolitane, ben due città del sud, Bari, Messina, occupano le prime posizioni insieme a Torino, grazie a interventi di forestazione finanziati con i fondi del Decreto Clima e del Pnrr. Nel 2023, invece, non risultano nuove piantagioni finanziate con fondi regionali in sette regioni: Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Calabria e Molise. Per quanto riguarda gli investimenti privati, sono stati 145.868 gli alberi messi a dimora nel 2023 grazie ai contributi volontari di imprese che operano sul territorio italiano, con un decremento del 14% rispetto ai progetti rendicontati dal rapporto nel 2022. Si riduce sensibilmente la superficie destinata alla messa a dimora che passa da oltre 192 ettari nel 2022 a circa 154 ettari nel 2023. Questo dato conferma una minore parcellizzazione dei progetti, con un aumento della densità di piante messe a dimora per ettaro. Ma oltre alla quantità, è fondamentale considerare la qualità dell'investimento verde, ponendo attenzione alla scelta delle specie arboree: i cambiamenti climatici impongono una riflessione urgente sulla progettazione degli interventi di forestazione, sia in aree urbane che in aree parco. In questa prospettiva lo studio suggerisce di aprire una riflessione sulla opportunità di un potenziale utilizzo delle specie esotiche non invasive, che in determinati contesti potrebbero rafforzare la resilienza dei territori sottoposti oggi ad un forte stress. Fermo restando, ovviamente, la rigorosa verifica dell’impatto che questi utilizzi potrebbero avere sul paesaggio e la biodiversità locale.

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LE CITTÀ METROPOLITANE

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Si rafforza la collaborazione Conlegno-Legambiente

In questo quadro, Conlegno e Legambiente rafforzano la loro collaborazione. Come annunciato da Sebastiano Cerullo, segretario generale di Conlegno e Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente, Conlegno sarà partner del Forum Foreste, la campagna di Legambiente sugli ecosistemi forestali che prevede l’organizzazione di “La Bioeconomia delle Foreste”, il Forum nazionale la cui VIII edizione si terrà a Roma il 29 ottobre 2025, e la prima edizione di Foreste in Tour che prenderà avvio dal prossimo autunno con una serie di tappe territoriali e regionali. «Il Forum Foreste è organizzato da Legambiente, in partnership con istituzioni, organizzazioni e imprese, per favorire il confronto sulla gestione forestale sostenibile e sul contributo che il settore può offrire alla transizione ecologica nel nostro Paese e agli obiettivi della Ue su clima, biodiversità e foreste», spiega Antonio Nicoletti che con Sebastiano Cerullo sottolinea come entrambe le organizzazioni siano orgogliose di questa collaborazione: «Siamo fieri che tre appuntamenti di Foreste in Tour saranno organizzati da Legambiente e Conlegno, e serviranno ad approfondire la conoscenza degli ecosistemi forestali e valorizzarne il ruolo multifunzionale, ma anche a promuovere azioni efficaci per un settore importante per l’economia e il Made in Italy». Inoltre, a partire dal 2026, «la partnership tra Legambiente e Conlegno ha prodotto una ulteriore attività con il progetto Segherie Urbane, che punta a valorizzare i prodotti di origine legnosa all’interno della filiera dell’economia circolare e del recupero in ambito urbano dei prodotti di origine legnosa, che prenderà avvio nel 2026», concludono Antonio Nicoletti e Sebastiano Cerullo.

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