Sviluppo sostenibile

Rifiuti, serve più chiarezza sulla raccolta differenziata

I risultati dell’indagine demoscopica realizzata per Erion da Ipsos Doxa Italia e dello studio tecnico-scientifico realizzato da Erion

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L’87% degli italiani considera gravissimo l’abbandono dei rifiuti, ma il 70% di chi getta erroneamente quelli differenziabili nel sacco nero dichiara di farlo perché “crede sia giusto”. Infatti, gli errori più comuni si verificano con gli oggetti di cui ci si vuole liberare, ma che non si sa dove buttare: sul podio abiti e scarpe (41%), poi le piccole apparecchiature elettriche ed elettroniche, Raee, (in primis gli spazzolini elettrici e i caricabatterie). Permangono ancora dubbi su come differenziare gli imballaggi, probabilmente per le informazioni criptiche sulle etichette: così il 12% degli errori riguarda proprio pellicole e involucri. Meno critica invece la situazione delle batterie esauste (solo l’8% finisce nel cestino).

È questo il quadro che emerge dall’indagine demoscopica realizzata per Erion da Ipsos Doxa Italia, che mappa gli impatti della comunicazione sui comportamenti dei cittadini in materia di rifiuti, e dallo studio tecnico-scientifico realizzato da Erion che indaga quali materiali riciclabili finiscano invece nei rifiuti urbani indifferenziati. Risultati che, in entrambi i casi, fotografano un’Italia sensibile al tema ma poco informata o reattiva, e dai quali emerge con evidenza la necessità di comunicare con più chiarezza istruzioni operative ai cittadini.

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I risultati dei due studi sono al centro di una campagna informativa promossa da Erion, che si presenta come il più importante sistema multi-consortile non profit di responsabilità estesa del produttore operante in Italia per la gestione dei prodotti elettronici a fine vita, dei rifiuti di prodotti del tabacco e dei rifiuti tessili. Erion rappresenta circa 2.500 aziende e opera mediante sei consorzi di settore (Weee, Professional, Energy, Packaging, Care e Textiles) che assicurano ai produttori i servizi di conformità normativa e il coordinamento delle attività di gestione dei rifiuti.

Tornando al sondaggio e allo studio presentati, emerge chiaramente come i cittadini abbiano un’elevata conoscenza dell’obbligo di raccolta differenziata: il 92% per le batterie esauste, l’86% per i Raee, il 77% per gli imballaggi, il 71% per il tessile. Tuttavia, a conferma del divario tra conoscenza e azione, ogni anno in Italia si vengono gettate nell’indifferenziata ancora 0,12 kg per abitante (kg/ab) di pile esauste (rispetto agli 0,06 raccolti dal canale ufficiale), 1,98 di piccoli Raee e ben 17 kg/ab di rifiuti tessili (rispetto ai 2,74 kg/ab raccolti correttamente).

Gli italiani chiedono soluzioni semplici e vicine, affinché la raccolta possa avvenire lungo i percorsi di vita quotidiana: per i Raee, il 40% apprezza di poterli lasciare nei negozi senza obbligo di acquisto di un’apparecchiatura equivalente (ritiro “uno contro zero”); per le batterie esauste preferiscono i contenitori nei supermercati (49%); per il tessile, i luoghi dello shopping sono i più graditi. Infine, il “caso sigarette” ha dei profili di disattenzione e incuria preoccupanti. Nove italiani su dieci sanno che i mozziconi inquinano, ma l’85% rileva che gettarli a terra è ancora un gesto molto frequente. Il sondaggio fotografa la richiesta dei cittadini di avere a disposizione contenitori specifici in luoghi strategici e posaceneri tascabili.

Più in generale, gli studi evidenziano la necessità di investire in campagne informative chiare e frequenti, promosse da partnership pubblico-privato, che rappresentano non un costo ma un investimento con ritorni misurabili in termini di conoscenza, fiducia e qualità dei conferimenti di rifiuti.

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