Rifiuti elettronici, in Italia nel 2025 raccolta in crescita del 2,4%
Il report del Centro di Coordinamento Raee: intercettati flussi per 366.891 tonnellate. Per raggiungere gli obiettivi europei ne mancani altre 430mila
2' di lettura
2' di lettura
Per i rifiuti domestici di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) si conferma in Italia la crescita della raccolta, già avviata nel 2024, dopo un biennio di contrazione. Nel 2025 i flussi avviati al corretto smaltimento toccano le 366.891 tonnellate: +2,4% rispetto al 2024. Un andamento che si riflette sulla raccolta pro capite, che raggiunge i 6,22 kg per abitante: pure +2,4%. Lo certifica il Rapporto annuale pubblicato oggi dal Centro di Coordinamento (Cdc) Raee, organismo partecipato dai sistemi collettivi dei produttori che vi aderiscono per legge.
A trainare l’incremento sono soprattutto i volumi avviati a trattamento dei grandi bianchi e degli apparecchi di elettronica di consumo, che crescono rispettivamente del 5,4% e del 5,1% e si attestano a 133.691 tonnellate e a 86.652 tonnellate. Positivo anche il risultato del comparto freddo e clima, in aumento dell’1,9%, per un totale di 106.423 tonnellate raccolte. Di segno opposto, invece, l’andamento delle sorgenti luminose, che chiudono l’anno con 1.795 tonnellate, in calo del 4,5%, e dei televisori e monitor, che perdono il 9,7% e si fermano a 38.330 tonnellate, ancora influenzati dagli effetti del cambio tecnologico ormai alle battute finali avviato col bonus per la rottamazione tv del 2021.
Dal punto di vista geografico, il Nord Italia si conferma l’area con la raccolta maggiore, con 192.952 tonnellate e (media di 7,02 kg per abitante). Il Centro raccoglie 85.854 tonnellate (6,61 kg per abitante). Il Sud, con 88.085 tonnellate, mostra una situazione stabile (ma con 4,76 kg per abitante). Le crescite maggiori in Molise (+17,4%), Abruzzo (+7,3%), Puglia (+7,2%), Lazio (+6,9%), e Sardegna (+6,4%), maglia nera per Basilicata (-10,2%) e Sicilia (-8,3%). Tra le più virtuose a livello di raccolta pro capite Valle d’Aosta (10,33 kg), Sardegna (10,29 kg), Toscana (8,74 kg) e Liguria (8,40 kg), mentre rimane indietro la Campania (2,95 kg). Nel 2025 la maggior parte dei Raee avviati a riciclo (76,3%) è stato raccolto nei centri comunali seguiti dai luoghi di raggruppamento della distribuzione (23,3%).
Nel 2025 i Comuni e i rivenditori di Raee hanno ricevuto complessivamente 30.385.167 euro in premi di efficienza: contributi messi a disposizione dai produttori attraverso i sistemi collettivi per sostenere i gestori della raccolta che rispettano i requisiti previsti dagli accordi di programma. Prima destinataria la Lombardia con 5.127.086 euro, mentre considerando il contributo medio per tonnellata raccolta, ai primi posti si collocano Comuni e rivenditori della Liguria (con 104 euro a tonnellata), della Toscana (con 99 euro) e dell’Emilia-Romagna (con 93 eur0).
«Stiamo andando nella giusta direzione, ma la strada da fare è ancora molta», commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Cdc Raee: «Per raggiungere gli obiettivi europei - continua -, che ci chiedono un tasso di raccolta pari al 65% dell’immesso al consumo, dovremmo arrivare a 800mila tonnellate di Raee avviati a riciclo all’anno: ne mancano ancora 430mila. Potranno aiutare i 3,8 milioni di euro che i consorzi, attraverso il Cdc Raee, investiranno per legge in comunicazione nel 2026. E le recenti semplificazioni normative che riguardano i soggetti abilitati alla raccolta. Ne vedremo gli effetti nella rendicontazione dell’anno prossimo».









