Rientro in ufficio, meno smart working e riapertura scuole: perché settembre sarà uno stress test per il Covid
Sono molti i fronti aperti. Con in più il problema che saremo in piena campagna elettorale. Anche se il governo Draghi, in carica per gli affari correnti, ha i poteri di gestire eventuali emergenze
di Andrea Gagliardi
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
Meno smart working, rientro a scuola, vaccini. Sono molti i fronti aperti che portano a dire che settembre sarà uno stress test sul fronte del Covid. Con in più il problema che saremo in piena campagna elettorale. Anche se il governo Draghi, in carica per gli affari correnti, ha i poteri di gestire eventuali emergenze
Smart working senza proroghe, si ritorna a patti con azienda
Partiamo dal lavoro. Con la mancata proroga del diritto allo smart working per i lavoratori fragili e per i genitori di figli minori di 14 anni -, annunciata dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando nel Dl Aiuti bis, ma non contenuta nel testo licenziato dal consiglio dei ministri -, nel settore privato per queste due categorie di lavoratori dallo scorso 31 luglio è venuta meno la tutela della legge. Devono dunque rientrare in presenza. Molti però sono in ferie ad agosto. Perciò il rientro in presenza stabile in ufficio vero e proprio scatterà a settembre. Nelle imprese che hanno siglato un accordo aziendale con le rappresentanze sindacali che disciplina il lavoro agile, questi lavoratori dovranno rientrare secondo le modalità previste dalle intese.
A decorrere dal 15 ottobre 2021 la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle amministrazioni pubbliche è quella svolta in presenza. Ma ci sono ministeri in cui sono stati firmati accordi individuali che prevedono una media di due giorni a settimana di lavoro agile.
Mascherina ancora raccomandata al lavoro
Con quali norme sul fronte sicurezza avverrà il rientro in ufficio o in azienda a settembre? Sempre con una forte raccomandazione all’uso della mascherina Ffp2, che, come recita il protocollo di aggiornamento anti- Covid negli ambienti di lavoro approvato il 30 giugno da sindacati e associazioni di categoria, restano «un presidio importante per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio nelle fabbriche e negli uffici, soprattutto in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative». La misura resta valida fino al 31 ottobre. Sarà infatti ridiscussa solo entro quella data, alla luce del quadro epidemiologico.
Mentre nel settore pubblico resta in vigore la circolare di aprile del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta che raccomanda l’uso delle mascherine Ffp2, in particolare per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive; per il personale che svolga la prestazione in stanze in comune con uno o più; per chi condivide la stanza con personale “fragile”, negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti.









