Ricerca Matematica: un contributo di 680 miliardi di euro all’economia italiana, pari al 34% del Pil
I risultati che emergono dallo studio “L’impatto economico della Ricerca Matematica in Italia”, 8,4 milioni di posti di lavoro sostenuti pari al 35% dell'occupazione del Paese
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La Matematica ha da sempre orientato lo sviluppo umano e, nella società digitale di oggi, il suo ruolo è diventato centrale: le sue applicazioni non si limitano a fisica e ingegneria, ma abbracciano biologia, medicina, economia, scienze sociali e ambientali, ricorrendo oggi a modelli sempre più sofisticati. È alla base degli algoritmi che muovono il web, del sequenziamento del genoma, della trasmissione dei dati e della moderna Intelligenza Artificiale (IA). In Italia, questa centralità si traduce in un contributo occupazionale di 8,4 milioni di posti di lavoro, ed un contributo al PIL per circa 680 miliardi di euro.
Risultati importanti
Questi sono alcuni dei principali risultati che emergono dallo studio “L'impatto economico della Ricerca Matematica in Italia”, realizzato da Deloitte Economics su incarico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dell'Unione Matematica Italiana (UMI) per quantificare in modo indipendente il contributo della Ricerca Matematica al sistema economico del Paese. Il report già illustrato lo scorso maggio presso il CNR, sarà al centro del dibattito in occasione dell'incontro “Non solo numeri: la matematica, un motore per l'economia”, promosso dall'Università Cattolica del Sacro Cuore campus di Brescia, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Ateneo, martedì 15 settembre alle ore 17, che ne porterà i risultati all'attenzione di un pubblico accademico, istituzionale e imprenditoriale.
L'importanza della matematica
“La matematica è il linguaggio con cui leggiamo il mondo: ci permette di costruire modelli, interpretare fenomeni complessi e formulare previsioni, ed è quindi naturale che abbia un impatto profondo sull'economia e sulla società”, dichiara Claudio Giannetti, Preside della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali. “In una fase storica in cui affidiamo all'intelligenza artificiale una parte crescente dei processi di analisi, educare alla matematica, alla logica e al ragionamento critico diventa ancora più importante. Solo investendo con convinzione nella formazione, nella ricerca matematica e nelle sue applicazioni potremo preparare generazioni capaci non di subire le nuove tecnologie, ma di comprenderle, guidarne lo sviluppo e metterle al servizio del progresso economico, sociale e scientifico del Paese.”
Un contributo economico e occupazionale di ampia portata
Il contributo economico diretto della Ricerca Matematica ammonta a 308,5 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 221 miliardi di impatto indiretto, generato lungo le filiere produttive attraverso gli scambi di beni e servizi tra imprese, e 150 miliardi di impatto indotto, legato alla spesa dei lavoratori coinvolti nell'ecosistema. Il totale, pari a 680 miliardi di euro. Per ogni euro di impatto diretto, lo studio stima un ritorno di 1,2 euro aggiuntivi in termini indiretti e indotti. Un andamento analogo si osserva sul fronte occupazionale, dove la Ricerca Matematica sostiene direttamente 2,7 milioni di posti di lavoro, ai quali si sommano 3,2 milioni derivanti dall'impatto indiretto e 2,5 milioni dall'impatto indotto, per un totale di 8,4 milioni di posti di lavoro, pari al 35% dell'occupazione italiana. A completare il quadro, il contributo al gettito fiscale è stimato in 296 miliardi di euro, composto da 134 miliardi di IVA, 75 miliardi di contributi sociali a carico dei datori di lavoro, 58 miliardi di imposta sul reddito dei dipendenti e la restante quota da imposte sulle società e contributi previdenziali a carico dei lavoratori. I settori che beneficiano maggiormente in termini diretti sono la programmazione e consulenza informatica, gli studi di architettura e ingegneria, la consulenza gestionale e legale, l'istruzione e le costruzioni.
La Matematica come leva di competitività per le economie avanzate
Lo studio inserisce la Ricerca Matematica anche in una prospettiva comparata a livello internazionale. Analizzando il legame tra le competenze matematiche di un paese, misurate attraverso il punteggio ottenuto al Programme for International Student Assessment (PISA), e due indicatori chiave di competitività, emerge una correlazione positiva sia con il PIL pro-capite (77%) sia con la produttività oraria del lavoro (73%). Nello specifico, i paesi con risultati migliori nei test di matematica tendono a generare più ricchezza e a produrre di più a parità di tempo lavorato. In Italia, questa centralità si riflette nell'intensità con cui diversi settori economici fanno uso della Ricerca Matematica: gli studi di architettura e ingegneria (71,9%), la programmazione e consulenza informatica (65,1%), la ricerca scientifica e sviluppo (53%), i servizi finanziari e assicurativi ausiliari (47,2%) e le telecomunicazioni (44,3%) risultano i comparti a maggiore intensità di utilizzo, a conferma di come la Matematica sia ormai un fattore abilitante trasversale, dall'intelligenza artificiale alla gestione del rischio finanziario, fino alla progettazione industriale.
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