Bilanci

Revolut, l’utile raddoppia a 1 miliardo di dollari

I ricavi complessivi sono cresciuti del 72% a 4 miliardi, trainati sia dall’espansione della base clienti, che hanno raggiunto 52,5 milioni a livello globale, che dal maggior utilizzo dei prodotti

di Pierangelo Soldavini

Nik Storonsky e David Tirado.

3' di lettura

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Revolut ha chiuso il suo quarto anno di redditività con un utile netto più che raddoppiato nel 2024 a un miliardo di dollari con una marginalità netta del 26%. I ricavi complessivi sono cresciuti del 72% a 4 miliardi, trainati sia dall’espansione della base clienti, che hanno raggiunto 52,5 milioni a livello globale, che dal maggior utilizzo dei prodotti. L’utile pre-tasse è balzato del 149% a 1,4 miliardi. A fronte di una crescita del 38% della base clienti, i saldi totali sono aumentati di quasi il doppio, con un incremento del 66% a 38 miliardi di dollari, trainati principalmente dalla forte crescita dei depositi e dall’aumento dei saldi nei prodotti di risparmio.

La crescita coinvolge tutte le diverse aree di business. In particolare la divisione Wealth, che comprende l’attività di trading azionario, ha registrato una crescita del 298% a 647 milioni di dollari, mentre il fatturato da abbonamenti è balzato del 74% a 541 milioni. Allo stesso tempo il portafoglio prestiti è lievitato dell’86% a 1,2 miliardi, mentre il volume totale delle transazioni sono aumentati del 52% a 1.300 miliardi.

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“Il 2024 è stato un anno record per Revolut, in termini di profittabilità e di ricavi – commenta David Tirado, Vp Profitability della banca -. L’incremento dei depositi conferma che i clienti sono sempre più attratti dalle nostre offerte e che aumenta la loro fiducia nei nostri confronti, testimoniata anche dall’ingresso di 15 milioni di nuovi utenti. In particolare l’aumento delle transazioni tramite carta e degli abbonamenti, cresciuti del 70% in ricavi, dimostra che le persone usano il nostro conto per le esigenze quotidiane e sono sempre più disposte a pagare per servizi di qualità”.

Proprio sui servizi a valore aggiunto la banca punta per proseguire la crescita, puntando sul core banking avanzato, i servizi di risparmio e investimento dopo il lancio dei fondi monetari, l’ampliamento dei prodotti per il trading e il potenziamento dell’offerta legata ai prestiti, dopo la sperimentazione avviata in Lituania per i mutui. Il gruppo punta anche sull’espansione della divisione Business che ha registrato un aumento del 56% delle aziende attive ogni mese, arrivando a rappresentare circa il 15% del fatturato totale del gruppo.

L’offerta dinamica e flessibile per le aziende, pmi in particolare, è, insieme al lancio delle carte di credito, uno dei focus per la crescita in Italia, dove Revolut è diventata a fine 2024 banca italiana a tutti gli effetti, dotata di Iban nazionale. I clienti sono cresciuti di 1,2 milioni superando quota tre milioni, con obiettivo quattro milioni entro fine anno. I saldi sono cresciuti dell’80%, gli abbonamenti dell’82% e i conti cointestati del 219%, a dimostrazione di un passaggio a Revolut come soluzione di finanza condivisa tra copie e famiglie. In Italia è peraltro già disponibile per le aziende il Pos Revolut.

Gli obiettivi del gruppo sono ambiziosi: “Puntiamo a ragiungere cento milioni di clienti in cento Paesi con un fatturato di cento miliardi di dollari: con questi rischi di crescita ci arriveremo entro i prossimi dieci anni”, afferma sicuro Tirado, che cita Messico, Brasile e India come i mercati chiave.

Ma la sfida più impegnativa è il completamento del percorso per diventare una banca pienamente operativa nel Regno Unito. Lo scorso luglio la Prudential Regulation Authority ha concesso una licenza bancaria con restrizioni, ponendo fine a una contrastata procedura avviata nel 2021. Revolut è ora impegnata nello sviluppo delle operazioni e dell’infrastruttura in vista del lancio completo. Solo esaurita questa fase la banca potrà iniziare a offrire prestiti, scoperti e mutui, aprendo la strada a nuove fonti di reddito, confrontandosi con rivali del calibro di Monzo e Starling.

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