- quale sarà il livello di traffico previsto per il quinquennio (di solito lo si sottovaluta, in modo che il gestore possa chiedere tariffe più alte per coprire i costi).
Storicamente, a parte singoli episodi, il Mit ha tenuto atteggiamenti concilianti o comunque non conflittuali con i gestori. Questo sia a livello politico (ministri, viceministri e sottosegretari) sia a livello di massimi dirigenti. A giudicare dalle prime dichiarazioni della neo-ministra, Paola De Micheli, la tradizione dovrebbe essere rispettata.
Controlli e manutenzioni
Se anche il risultato delle trattative sarà più sfavorevole ai gestori di quanto prevedibile, non è detto che scatterà effettivamente una stretta: anche in passato alcune norme e convenzioni contenevano disposizioni di una certa severità, ma poi i controlli sono stati carenti o improntati a interpretazioni più lasche.
Il decreto Genova era stato concepito anche per stringere sui controlli e sull’effettività della spesa contabilizzata dai gestori, creando l’Ansfisa. È l’agenzia che incorpora l’Ansf (quella che finora si è occupata di sicurezza ferroviaria) e, soprattutto, per la prima volta ha competenza anche sullo stato strutturale di strade e ferrovie. Prima, i controlli e i piani di manutenzione necessari affinché non ci fossero crolli erano sostanzialmente lasciati a coscienza, professionalità, volontà e, dal punto di vista giudiziario, responsabilità dei gestori.
Un importante punto di svolta, almeno nelle intenzioni. Che si sono presto sfaldate: era stato stabilito un percorso a tappe forzate per garantire i controlli, ma dopo un anno si è visto poco o nulla.