Medio Oriente

Cisgiordania: i coloni assaltano un villaggio, 5 palestinesi arrestati e uno ferito

Il presidente Usa, Donald Trump, invece, ha fatto pressione sul premier israeliano Netanyahu perché cambi politica sulla Cisgiordania

Gli iraniani camminano davanti a un enorme striscione dell'ex comandante della Forza Quds del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) Qasem Soleimani in vista del sesto anniversario del suo assassinio a Piazza Valiasr a Teheran, Iran, il 30 dicembre 2025.  EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

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Circa 10 coloni, alcuni dei quali mascherati, sono entrati oggi pomeriggio nella comunità palestinese di Ras Ein al-Auja, nella valle del Giordano a nord di Gerico in Cisgiordania, scatenando scontri. Lo scrive Haaretz. Secondo attivisti pacifisti israeliani presenti sul posto, cinque palestinesi sono stati arrestati, mentre un altro è rimasto ferito dopo essere stato attaccato dai coloni.

Gli attivisti hanno precisato che gli arresti sono stati effettuati in seguito ad alcune segnalazioni da parte dei coloni. Alcuni video mostrano un colono mascherato e armato con un’arma dell’Idf mentre entra a cavallo nel villaggio. Testimoni hanno riferito che le forze della sicurezza israeliane sono state chiamate dopo che un ragazzo israeliano era rimasto ferito al volto. Secondo i coloni, il ragazzo è stato ferito da pietre lanciategli contro dai palestinesi.

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Retroscena: Putin mediatore tra Iran e Israele per evitare escalation

Intanto la Russia avrebbe mediato di recente tra Iran e Israele, favorendo uno scambio di messaggi per evitare un’escalation. È quanto riporta il sito Amwaj, citando diverse fonti.

Una fonte informata nella regione a conoscenza delle comunicazioni private ha detto al sito che Iran e Israele hanno avuto uno scambio di messaggi tramite un “amico comune”, precisando che lo scambio è avvenuto dopo una presunta richiesta del premier israeliano Benjamin Netanyahu “a un intermediario di trasmettere un messaggio in cui affermava che Tel Aviv non vuole un’escalation militare”.

Una fonte politica di alto livello a Teheran ha confermato che di recente c’è stata una comunicazione indiretta con Israele, sottolineando “non esiste alcun accordo di cessate il fuoco” e che si è trattato di “un annuncio reciproco a un amico comune di non effettuare nuovi attacchi”.

Secondo la fonte, questo “amico comune” sarebbe la Russia, e in particolare il presidente Vladimir Putin. Secondo la fonte iraniana, l’“annuncio reciproco” riguardava la comunicazione separata di Iran e Israele all’intermediario della loro intenzione di non riprendere le ostilità.

La fonte regionale ha poi precisato che gli “annunci reciproci” di Iran e Israele risalgono a due settimane fa.

Trump ha chiesto a Netanyahu nuova politica in Cisgiordania

Il presidente americano Donald Trump e i suoi principali consiglieri hanno chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di cambiare politica nella Cisgiordania occupata, dove negli ultimi tre anni il suo governo di estrema destra ha promosso politiche che hanno indebolito l’Autorità nazionale palestinese (Anp), privandola dei fondi, ha ampliato gli insediamenti, ha legalizzato avamposti, ha sfollato con la forza i palestinesi e ha adottato misure verso l’annessione. Lo riporta il sito Axios citando due fonti al corrente dell’incontro avvenuto ieri in Florida, nel corso del quale la Casa Bianca ha ammonito sul rischio che un’escalation violenta in Cisgiordania potrebbe minare gli sforzi per dare attuazione all’accordo di pace per la Striscia di Gaza e impedire l’espansione degli Accordi di Abramo prima della fine del mandato di Trump.

Secondo le fonti, Trump e i suoi consiglieri hanno chiesto a Netanyahu di evitare azioni provocatorie e di “riportare la calma”.

Le fonti hanno affermato che la questione è stata discussa sia durante l’incontro preparatorio che Netanyahu ha avuto con il segretario di Stato Marco Rubio, con l’inviato Usa Steve Witkoff e con il genero di Trump, Jared Kushner, sia durante l’incontro con Trump. Incontri in cui si è discusso della violenza dei coloni contro i civili palestinesi, dell’instabilità finanziaria dell’Anp e dell’espansione degli insediamenti israeliani.

Secondo gli Stati Uniti, cambiare rotta in Cisgiordania è fondamentale per la riprese dai rapporti di Israele con i paesi europei e, auspicabilmente, per espandere gli Accordi di Abramo. “Netanyahu si è espresso con molta durezza rispetto alla violenza dei coloni e ha affermato che adotterà ulteriori azioni”, ha affermato una fonte.

Nella conferenza stampa avuta dopo l’incontro con Netanyahu a Mar-a-Lago, Trump ha detto di aver avuto “una lunga conversazione sulla Cisgiordania”, precisando: “Non direi che siamo d’accordo al 100% sulla Cisgiordania, non abbiamo raggiunto un accordo, ma ci arriveremo”.

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