Motori da collezione

Retromobile sospinge le aste d’auto d’epoca a Parigi

In concomitanza con la più importante fiera europea del settore ben cinque case si sono sfidate proponendo quattro vendite in presenza e una online

di Giovanni Gasparini

1938 Bugatti Type 57C Atalante. Venduta da Gooding Christie’s a Retromobile Paris per 2.255.000 €

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Nell’ultima settimana di gennaio il mercato dell’auto da collezione ha tenuto fede al suo appuntamento a Parigi. La presenza della 50ª edizione di Retromobile, la più importante fiera europea del settore, in agenda dal 3 al 7 febbraio, ha visto ben cinque case d’asta sfidarsi proponendo quattro vendite in presenza e una online, lusingando così l’offerta dei commercianti in fiera.
I risultati sono complessivamente positivi, con un ricavo totale delle aste dal vivo di circa 155 milioni di euro (comprese alcune vendite avvenute nell’immediato dopo-asta, come spesso accade in questo ambito), in decisa crescita rispetto all’anno scorso, nonostante la percentuale di venduto sia scesa a tre lotti su quatto.

Ben otto dei dieci realizzi più cari sono Ferrari, di cui la metà con meno di 30 anni. Lo ‘svecchiamento’ demografico che favorisce modelli più recenti sembra continuare, nonostante i due lotti oltre la soglia dei 10 milioni di euro siano Ferrari classiche del 1966 e 1960, entrambe vendute da RMSotheby’s. Forte domanda per le vetture del Cavallino ad edizione limitata dal 1984 agli inizi del nuovo millennio. Ci si trova, dunque, davanti ad un mercato sempre più diversificato, in cui l’elemento qualitativo diviene fondamentale soprattutto per le auto più antiche, dove solo gli esemplari eccezionali per storia qualità e rarità suscitano interesse.

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Il debutto di Gooding Christie’s a Retromobile

In un contesto che può sembrare inusuale per i frequentatori del mercato dell’arte, in cui le fiere sono vista come bilanciamento del potere delle case d’asta, la fiera Retromobile ospita, invece, direttamente una vendita ‘ufficiale’. La novità è il cambio della partnership: dopo diversi lustri la francese Artcurial ha dovuto lasciar posto all’ingresso di Gooding Christie’s, casa californiana entrata nell’orbita della casa d’asta internazionale posseduta dal miliardario francese Francois Pinault.

Il catalogo proposto il 29 gennaio di 80 automobili (la metà offerte senza riserva) ha portato oltre 50 milioni di euro con quatto auto su cinque vendute durante una ‘maratona’ di circa 7 ore in una grande sala
gremita.
Il risultato ha sofferto della mancata vendita di ben tre Ferrari milionarie del periodo classico: una 250 GT Berlinetta ‘Passo Corto (SWB) del 1960 che partiva da una stima troppo elevata di 8-9 milioni di €, solo in parte giustificata da alcune caratteristiche tipiche degli esemplari Competizione del modello, un’altra declinazione della 250 GT, una ricercata California Spider del 1958 ma nelle meno elegante versione ‘a passo lungo’ (LWB), contesa da un agente in sala fino a 4,8 milioni, non sufficienti a superare la riserva (stima 5,5-6,5 milioni di €), e un elegante coupé 400 Superamerica del 1962.

E così a sfiorare la soglia dei 10 milioni e’ stata una ben più recente Ferrari 288 GTO del 1984, al prezzo record di 9,1 milioni (stima 6-7 milioni). Altre due Ferrari recenti, le sportive FXX Evo del 2008 e la successiva FXX K Evo del 2018, hanno realizzato rispettivamente 4,4 milioni (sotto la stima di 4,5-5,5 milioni) e 7 milioni, superando la stima alta di 5,5-6,5 milioni di euro.
Ben due auto degli anni ‘30, il periodo d’oro della carrozzeria francese, hanno portato risultati milionari: la Talbot-Lago coupé dalla caratteristica argentea carrozzeria aerodinamica ‘a goccia d’acqua’ creata dai migliori ‘sarti’ dell’epoca, Figoni & Falaschi, lentamente contesa fra due telefoni sino a raggiungere la riserva a 6,7 milioni con le commissioni, e la elegante, nonostante la livrea bicolore nera e viola, Bugatti 57C Atalante del 1938, che ha raggiunto a fatica la stima bassa di 2,250 milioni con le commissioni.

RMSotheby’s al Louvre

L’asta presso la fiera è stata preceduta il 28 gennaio dal catalogo della rivale associata a Sotheby’s, che da anni occupa il Carrusel du Louvre. Il risultato in asta di oltre 68 milioni di euro con quattro lotti venduti su cinque (78 auto offerte di cui un terzo senza riserva) è salito di ben 12 milioni grazie alla vendita nell’immediato dopo-asta di uno dei due lotti dalla stima a otto cifre: una Ferrari 250 GT LWB Berlinetta carrozzata da competizione ‘Tour de France’, inizialmente invenduta da una stima in eccesso di 13 milioni di euro, rivelatosi eccessiva nonostante il prestigio storico e il palmares dell’auto. Il realizzo più importante rimane, però, un esemplare elegantemente nero della Ferrari 250 GT California Spider nella sua più ricercata versione ‘a passo corto’ (SWB), aggiudicata alla stima alta di 14 milioni di euro con le commissioni: un ‘premio’ di 9 milioni rispetto all’esemplare a passo lungo. Ha portato complessivamente 21,5 milioni di euro il rosso terzetto di ‘super car’ di Maranello ricercatissime in questo periodo: una 288 GTO del 1985 a 5,8 milioni, una F50 del 1997 a 7,6 milioni, ed infine una Enzo del 2004 rimasta praticamente nuova a 8,1 milioni di euro, tutti realizzi oltre le stime alte.

2004 Ferrari Enzo, venduta a 8,1 milioni di €, stima 3,8-4,2 milioni di €. 1997 Ferrari F310B stima 5,5-7,5 milioni di € (invenduta) RMSotheby’s asta a Parigi

E’ restata invenduta, invece, la Ferrari di F1 F310B pilotata da Schumacher nel 1997 (stima 5,5-7,5 milioni) e un’altra auto da pista, la Ferrari Dino 206S del 1967 (stima 3,8-4,2 milioni). Invendute anche due Alfa Romeo da competizione degli anni ‘30, una delle categorie più penalizzate nel mercato attuale: una 8C Le Mans Tourer (stima 2-2,5 milioni) e una 6C 1750 Gran Sport (stima 1,4-1,8 milioni). In tema di hypercar di oggi, la recentissima Bugatti Bolide del 2024 si è fermata sotto i 4 milioni, venduta abbondantemente sotto la stima bassa.

1960 Ferrari 250 GT SWB California Spider. Venduta da RMSotheby’s a Parigi per 14.067.500 €

Il ‘Gabbiano’ salva Artcurial

Nell’ ‘esilio dorato’ del garage dell’hotel Peninsula, il 27 gennaio la francese Artcurial ha proposto un catalogo ridotto di 67 automobili, di cui però risultano vendute in asta solo poco oltre la metà, nonostante due su cinque fossero offerte senza riserva. Il realizzo è stato, quindi, ridotto a 14,6 milioni di euro, di cui ben 4,3 milioni grazie alla contesa per una Mercedes-Benz 300SL del 1956 ‘Ali di Gabbiano’, stimata in una ‘forchetta’ inusualmente ampia di 2-5 milioni. Le condizioni estremamente originali dell’auto (polvere e segni compresi..) hanno attirato compratori in cerca di originalità, cosa non scontata per questo modello. Altro risultato milionario ma inferiore alle aspettative per la Ferrari di F1 guidata da Jean Alesi nel 1992, venduta a 2,8 milioni, sotto la stima di 3-4 milioni di €.

1956 Mercedes-Benz 300 SL Gullwing. Venduta da Artcurial a 4,3 milioni di €


Fra i molti invenduti dalle stime importati una Bizzarrini 5300GT Strada del 1965 e una Bugatti T51 del 1931, nonché una Lancia LC2/83 da competizione. Il mercato si è mostrato molto selettivo, in presenza di un’offerta ampia sia negli altri cataloghi che in fiera.

Bonhams

Le vendite dal vivo si sono concluse il 30 gennaio nel lontano Bois de Boulogne dove si è rifugiata la casa inglese Bonhams, che solitamente occupava la nobile cornice del Grand Palais. Grazie all’importante contributo della collezione Strinati offerta senza riserva (in totale la metà dei 66 lotti erano senza riserva) e tre auto vendute su quattro, il risultato finale è di 9 milioni di euro. Solo un lotto ha superato il milione di euro, un’altra Mercedes ‘Ali di Gabbiano’ aggiudicata a 1,3 milioni, entro la stima, mentre la severa Mercedes nera 500K coupé del 1934 della collezione Strinati si ferma a 862mila euro, sotto la stima.
L’assenza di riserva ha aiutato molte auto del periodo fra le guerre, oggi non in voga anche per la difficoltà di guida, nonostante la qualità costruttiva ed estetica, portando anche a risultati oltre le stime come nel caso della Cabriolet Delage D8 del 1938 venduta a ben 460mila euro.

Il mercato in asta passa ora oltre Atlantico, per poi tornare in Europa a fine aprile per le aste monegasche in concomitanza con il biennale GP Historique nel Principato.

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