Retelit spinge sulle acquisizioni e riorganizza le aree di business
di Vittorio Carlini
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Crescere, oltre che per via organica, anche con l’M&A. Poi: riordinare il business. Sono tra i focus di Retelit a sostegno del business.
La società, a ben vedere, è assurta agli onori delle cronache nello scorso esercizio a seguito di una disputa tra gli azionisti. Lo scontro ha avuto il suo apice nell’assemblea dei soci del 27 aprile 2018 durante la quale, tra le altre cose, doveva essere definito il nuovo consiglio d’amministrazione. L’adunanza ha visto, di fatto, la conferma del management esecutivo uscente. Una situazione che, unitamente alla scelta dei soci favorevoli al cambio nel cda di non impugnare la delibera assembleare, fa dire agli attuali vertici aziendali, incontrati dalla “Lettera al risparmiatore”, che il fronte degli azionisti pare attualmente più tranquillo. Sebbene, va ricordato, anche nell’ultima assemblea del 24 aprile scorso le discussioni non sono mancate. Più fluida, invece, sembra essere la questione che riguarda la “Golden power” applicata alla piccola telecom. La società, da un lato, ha presentato ricorso contro il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri; dall’altro attende la prima udienza per il prossimo dicembre.
Di là dalle indicazioni su soci e poteri speciali dello Stato, il risparmiatore è però interessato a comprendere le strategie di crescita del business. Qui Retelit, per l’appunto, ha un duplice focus. Il primo è l’attribuzione a due newco separate, controllate al 100%, delle aree d’attività: le infrastrutture (“wholesale” e il cavo internazionale AAE-1) e i servizi a valore aggiunto (“business”). Il secondo, invece, riguarda la crescita per linee esterne: l’obiettivo è tentare di realizzare, finanche nel 2019, una (o più acquisizioni) che permettano se non di raddoppiare il fatturato, almeno di incrementarlo del 70-80%.
L’attività di M&A
Già, incrementare il fatturato. Ma qual è l’identikit del potenziale target? In generale l’azienda tlc guarda ad operazioni d’integrazione e non di ristrutturazione. Ciò detto, nel radar di Retelit, rientrano tre tipologie di realtà: operatori nazionali attraverso cui aumentare il portafoglio clienti; operatori regionali che hanno, nell’infrastruttura, una presenza articolata in specifiche aree geografiche; infine aziende che consentano di acquisire nuove competenze nei servizi. Ebbene: le probabilità maggiori di shopping sono negli ultimi due segmenti. A ben vedere la società tlc ha indicato che, per fare fronte all’M&A, vuole aumentare la propria capacità d’esborso. Così sta trattando con primari istituti linee di credito esercitabili fino circa 100 milioni. A fronte di una simile indicazione il risparmiatore, tuttavia, realizza il seguente ragionamento: il rischio è che, per effettuare lo shopping, Retelit possa raggiungere una leva finanziaria eccessiva. Il che, viste anche le fin qui limitate dimensioni del suo business, potrebbe essere un problema. La società non condivide la preoccupazione. In primis, viene ricordato, l’azienda tlc ha comunque una Posizione finanziaria netta positiva. Inoltre, anche grazie alla selezione sui dossier, la redditività dell’eventuale target dovrà essere ragionevole. Con il che, afferma la società, il livello massimo del “Net debt to Ebitda” dopo l’attività di M&A non potrà andare oltre le 2 e 3 volte. Vale a dire, spiega sempre Retelit, un valore gestibile e di assoluta tranquillità.









