Retail

Restyling per Maisons du monde, nuovo format e più omnicanalità

L’insegna francese cerca la via del rilancio adattandosi ai gusti e le richieste dei mercati locali. Le mosse su quello italiano

di Enrico Netti

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Un nuovo format che progressivamente verrà replicato nei negozi collocati all’interno dei centri commerciali, il varo di una strategia B2B e fare evolvere il progetto e-commerce in chiave omnicanalità. Questi i prossimi passi di Maisons du monde, catena francese che vende mobili e complementi d’arredamento, che vuole riposizionarsi sul mercato dopo il rallentamento delle vendite in Europa che negli ultimi tre anni ha fatto calare i ricavi da 1,3 miliardi a circa miliardo del 2024.

Il varo del nuovo format segue il modello open space con aree di prodotti raggruppati per categoria o ambiente per residenze classiche, contemporanee ed etniche. Nel negozio vengono esposti meno mobili che comunque il cliente può scegliere online con l’aiuto dei consulenti. Si punta inoltre a collaborazioni con architetti e interior designer. «Si apre così una nuova fase di sviluppo retail, incentrata su concept innovativi, emozionali e adattati al contesto – che si tratti di centri città, retail park o grandi mall - racconta Frédéric Capdeville, country manager per il mercato italiano -. L’obiettivo è offrire a tutti i clienti un’esperienza d’acquisto sempre più ispirante, sostenibile e connessa. Per quanto riguarda le nuove aperture ci sarà quella di un affiliato a Ragusa mentre quella a Cagliari sarà diretta. Il piano prevede inoltre il restyling di altri 7 negozi». La catena in Italia è presente con 41 punti vendita dopo la chiusura del negozio di Mestre in agosto.

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Il tutto per adattarsi soprattutto ai gusti, allo necessità e allo stile chiesto mercato italiano, il secondo per importanza in termini di fatturato dopo quello francese, seguito dalla penisola iberica al terzo posto. In Francia l’insegna ha vinto il premio «Top of Design 2025» e Capdeville segnala che per il mercato italiano la componente mobili è importante mentre le vendite online valgono almeno un quarto del fatturato.

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