Restauro del Santo Sepolcro, Sapienza punto di riferimento scientifico
Presentato a Gerusalemme lo stato di avanzamento del progetto, ha partecipato anche la rettrice dell'ateneo di Roma Antonella Polimeni: “Questo lavoro dimostra come l'università possa mettere il sapere scientifico al servizio della conoscenza, della conservazione e del dialogo”
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La rettrice di Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, ha partecipato oggi a Gerusalemme, presso la Custodia di Terra Santa, all'incontro con i responsabili delle Comunità religiose dedicato allo stato di avanzamento del progetto di ricerca archeologica e restauro del complesso del Santo Sepolcro. A presentare il lavoro svolto e le prospettive della ricerca è stata la professoressa Francesca Romana Stasolla, responsabile scientifica della missione archeologica Sapienza, insieme al professor Pietro Vannicelli e al gruppo di ricerca, composto da numerose giovani studiose e giovani studiosi che, con competenze diverse, partecipano alle attività sul campo e al successivo lavoro di studio, documentazione e interpretazione.
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Progetto multidisciplinare
La natura fortemente multidisciplinare del progetto coinvolge archeologi, storici, filologi, esperti di diagnostica e archeometria e numerose altre competenze scientifiche. Nel corso della visita a Gerusalemme, la rettrice è stata ricevuta in udienza privata da Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme. Ha inoltre incontrato fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, Domenico Bellato, Console Generale d'Italia a Gerusalemme, e i referenti della sede di Gerusalemme dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), nell'ambito delle relazioni consolidate negli anni tra Sapienza, le Comunità religiose e le istituzioni italiane presenti sul territorio.
Missione Sapienza
La missione Sapienza opera stabilmente a Gerusalemme da oltre quattro anni e ha progressivamente consolidato, in un contesto di straordinaria complessità storica, religiosa e istituzionale, un rapporto di fiducia con le Comunità che custodiscono il Santo Sepolcro e con le diverse realtà presenti sul territorio. Un ruolo emerso con particolare chiarezza anche nel corso dell'incontro di oggi: la missione rappresenta ormai un punto di riferimento scientifico e Sapienza un interlocutore riconosciuto per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione di un patrimonio di rilevanza mondiale, nel rispetto delle differenti responsabilità e sensibilità che convivono in questo luogo. La missione aveva ricevuto già nel 2019 l'incarico di realizzare per la prima volta un'indagine archeologica sistematica del complesso; il lavoro di scavo è successivamente entrato nel vivo nell'ambito del progetto di restauro della pavimentazione della Basilica.
Il lavoro presentato
Conclusa la fase di scavo archeologico, la ricerca prosegue con grande intensità attraverso lo studio dei reperti e delle strutture, la documentazione dei dati, le analisi archeometriche e la ricostruzione delle diverse fasi della lunga storia del complesso. Le indagini hanno combinato scavo stratigrafico, analisi delle strutture e dei materiali, ricerca d'archivio, diagnostica avanzata e documentazione tridimensionale. Nel corso della presentazione sono stati inoltre illustrati gli sviluppi degli interventi di restauro e di riqualificazione delle infrastrutture e della pavimentazione della Basilica, le attività previste per il controllo e la manutenzione delle diverse aree del complesso e l'avvio del restauro del portone ligneo d'ingresso al Santo Sepolcro.
Primo volume della serie Hagia Polis Project
Particolare attenzione è stata dedicata al primo volume della serie Hagia Polis Project. Excavations at the Holy Sepulchre in Jerusalem. Volume I. Project and Methodology, che restituisce la complessità scientifica e metodologica del progetto, dalle procedure di scavo e conservazione al sistema integrato di documentazione, dallo studio delle fonti e dei reperti alle analisi ambientali e archeometriche.
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