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Reso dei regali di Natale, come si fa? Tutti i dubbi chiariti

Come funziona per il reso, adesso? Chi ne ha fatti molti, lo sa bene: il reso per gli acquisti online è un labirinto di opzioni.

di Alessandro Longo

4' di lettura

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Quel regalo proprio non ci piace, oppure la maglia che ci ha dato la zia per Natale poteva andarci bene l’ultima volta che l’abbiamo vista, dieci anni fa; o ancora: non sapevano che regalarci, ci hanno fatto una gift card per un sito, dove però comunque non c’è nulla di interessante. Come funziona per il reso, adesso? Chi ne ha fatti molti, lo sa bene: il reso per gli acquisti online è un labirinto di opzioni.

È vero che la legge ci consente il diritto di recesso gratuito entro 14 giorni dalla consegna, ma ci sono tante variabili da considerare. I tempi possono essere maggiori a seconda di siti e prodotti. E poi: dovremo pensare noi a spedire e pagare la spedizione? A volte sì, a volte no.

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Quando compriamo un regalo in un negozio fisico, forse, è più facile. Possiamo sincerarci con i commessi come funziona la restituzione e cambio prodotto e apprendere così le loro politiche. Online le informazioni ci sono ma sono spesso sepolte tra le pagine del sito o – per quelli minori – mancare del tutto (e allora si applica la legge).

Come si fa, quindi? In generale, dati i tempi stretti e incerti, il consiglio se il regalo non va bene è di attivarsi subito per il reso.

Per il resto, vediamo alcune casistiche, partendo dal principale negozio online.

Amazon

Per le festività natalizie del 2024, la maggior parte degli articoli acquistati tra il 1 novembre e il 25 dicembre 2024 può essere restituita fino al 31 gennaio 2025 incluso, o entro 30 giorni dal ricevimento (a seconda di quale evento si verifica dopo). Attenzione però: gli articoli delle categorie foto e videocamere, elettronica, portatili e tablet, desktop e monitor, componenti per computer, archiviazione e periferiche, cancelleria e prodotti per ufficio, musica, dvd e video, videogiochi e console acquistati tra il primo novembre e il 25 dicembre 2024 possono essere restituiti: entro 14 giorni dal ricevimento o fino al 15 gennaio 2025, a seconda dei casi.

E per i costi di spedizione? In genere entro i 14 giorni Amazon non li fa pagare. Altrimenti, dal 15esimo e fino al 30esimo giorno (se è ancora in vigore il diritto di recesso offerto dal negozio), è l’utente a pagare, ma Amazon può applicare costi di spedizione molto bassi, in genere 5 euro. A seconda del tipo di ordine e del motivo del reso può cambiare anche la modalità di restituzione offerta. In molti casi possiamo scegliere il ritiro a domicilio gratuito, in altri Amazon ce lo farà pagare mentre resterà gratis la spedizione se ce ne occupiamo noi materialmente.

Attenzione, il discorso cambia se a vendere e spedire non è Amazon. Al momento del reso potremmo ricevere il messaggio “articolo non idoneo” ed essere invitati a contattare il venditore tramite Amazon (dalla pagina degli ordini) per concordare con lui il reso con diritto di recesso. A quel punto dovremo pagare le spese di spedizione. Potremmo anche scoprire venditori che violano la legge e rifiutano il reso nei 14 giorni. In questo caso e in genere se abbiamo dubbi possiamo attivare la chat di Amazon nella pagina di supporto. Amazon ci aiuterà a risolvere, applicando in genere una politica a favore del consumatore.

Discorso a parte, infine, se il prodotto ci arriva danneggiato, si rompe subito, è diverso da quello descritto o altri casi in cui “è colpa di Amazon” (come si legge sul sito). Qui si applica la garanzia legale – non il diritto di recesso semplice – quindi il consumatore non paga nulla; nemmeno le spese di spedizione.

Altri grandi siti

Altri grandi siti ormai applicano condizioni simili a quelle previste per prodotti venduti direttamente da Amazon. Ad esempio Unieuro non fa pagare entro i 14 giorni nemmeno il costo della spedizione e manda un corriere. Idem Mediaworld, ma con l’eccezione di prodotti venduti da terzi (nel suo marketplace; proprio come fa Amazon). Zara fa pagare un forfait di 2,95 euro per la spedizione.

Attenzione però che il termine su molti siti, anche grandi, resta 14 giorni (non quelli estesi di Amazon per il Natale, insomma). Tutto dipende insomma da quando ci hanno fatto il regalo.

Siti minori

I siti ecommerce minori potrebbero applicare solo il minimo di legge. Spese di spedizione quindi a nostra cura e carico. Dobbiamo solo sperare che amici e parenti non si siano rivolti a “pirati” che rifiutano il diritto di recesso o ci chiedono di pagare una spedizione carissima, verso la Cina. In questi casi, l’unica speranza è che abbiamo comprato tramite Paypal, con cui è possibile attivare una procedura di reclamo e rimborso.

Eccezioni e gift card

Per le gift card si applica lo stesso diritto di recesso a 14 giorni. Però dobbiamo farlo entro la loro data di scadenza (al solito un anno) e non dobbiamo usarle nemmeno in parte. Insomma, prima di riscattare un buono online vediamo se il sito dove comprare ha qualcosa che ci interessa. Altrimenti potremmo non essere più in grado di fare ottenere il rimborso all’acquirente della gift card.

La legge infine ha eccezioni ragionevoli: non possiamo avere diritto di recesso su prodotti di consumo, tra cui ci possono essere anche regali di Natale, in alcuni casi. Come film o videogame di cui abbiamo aperto la confezione sigillata. Com’è noto, invece, possiamo fare il reso di un prodotti fisico anche dopo avere aperto la confezione e persino provato (nel caso di un abito).

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