Mercato

Residenziale, previsioni per il 2026 prezzi ancora in crescita (fino al 3%)

di Redazione

Various house models are arranged with a percentage symbol in the center, representing real estate market trends and financial analysis related to housing affordability and investment.

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Il mercato immobiliare italiano si prepara a un 2026 ancora positivo, ma sempre più selettivo. Secondo le previsioni dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, il prossimo anno dovrebbe chiudersi con un numero di compravendite compreso tra 780 e 790 mila, in lieve aumento rispetto al 2025, sostenuto dalla domanda per l’abitazione principale e da un mercato del credito che continua a favorire gli acquisti.

«I dati sul mercato immobiliare italiano sono ancora positivi – spiega Fabiana Megliola, responsabile dell’Ufficio Studi – come dimostrano anche quelli relativi alle compravendite del terzo trimestre 2025. C’è interesse costante per l’abitazione, soprattutto per quella principale e il mercato del credito, ancora una volta, rappresenta una spinta fondamentale all’acquisto».

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A livello nazionale, i valori delle abitazioni sono attesi in aumento tra l’1% e il 3%, in linea con i trend del 2025. Una crescita che non riguarda in modo uniforme tutte le tipologie: a tenere saranno soprattutto gli immobili nuovi, efficienti o già riqualificati, mentre le abitazioni che necessitano di interventi importanti potrebbero subire ribassi significativi.

Le città

La carenza di offerta resta il principale fattore di sostegno ai prezzi, soprattutto nelle aree urbane più dinamiche e nei quartieri interessati da interventi di rigenerazione o potenziamento dei collegamenti.

Nelle grandi città lo scenario resta differenziato. Le crescite più marcate sono previste a Bari (tra +4% e +6%), Milano, Roma, Napoli, Torino (+2% / +4%). Firenze e Verona si collocano tra +1% e +3%, mentre Bologna potrebbe registrare una sostanziale stabilità. Genova è l’unica grande città con valori in possibile calo, tra -2% e zero. Nel complesso, la media delle grandi città è stimata in aumento tra l’1% e il 3 per cento.

Accanto ai capoluoghi, anche i comuni dell’hinterland potrebbero beneficiare di un rinnovato dinamismo, soprattutto quelli ben collegati. Qui si concentrano sempre più acquirenti in cerca di soluzioni più accessibili e spazi abitativi migliori rispetto ai centri storici, ormai fuori portata per una parte crescente della domanda.

Anche le località turistiche restano attrattive, con un interesse che continua ad arrivare dagli acquirenti stranieri, in particolare nelle aree a maggiore vocazione internazionale.

Gli affitti: canoni ancora in salita

Il 2026 si preannuncia come un altro anno difficile per chi cerca casa in affitto. Nelle grandi città i canoni sono previsti in aumento tra il 4% e il 6%, spinti da una domanda elevata e da un’offerta che resta insufficiente.

«Il rialzo dei canoni – spiega Megliola – dipende da una buona domanda che si scontra con una minore disponibilità di immobili. Questo vale soprattutto nelle città turistiche e in quelle dove ci sono abitazioni lasciate vuote per scelta dei proprietari». Un ruolo lo giocheranno anche le eventuali nuove regolamentazioni comunali sugli affitti brevi, che potrebbero spingere parte dell’offerta verso il segmento transitorio o di medio periodo.

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