Requisiti minimi, Dm verso l’entrata in vigore: le 15 novità sull’efficienza degli edifici
Dai ponti termici ai sistemi Bacs, dalle strutture di ricarica all’antincendio, dalle schede tecniche al calcolo delle superfici. Il decreto Ambiente, in vigore dal 3 giugno, è ricco di novità per progettisti e imprese
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Verifica più accurata e puntuale dei ponti termici e, poi, la messa in campo di una progettazione olistica che tenga in debita considerazione la sicurezza sismica e antincendio, il benessere termoigrometrico e la qualità dell’aria indoor. Dunque, mentre si progettano i metodi per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, è necessario preoccuparsi di massimizzare alcuni benefici collaterali all’intervento di efficientamento, tra cui il comfort e la sicurezza antincendio e sismica. E poi l’obbligo di riferirsi, nelle verifiche, sempre ed esclusivamente alle misure esterne lorde.
A ciò si aggiungono le modifiche ai parametri dell’edificio di riferimento o target con cui devono confrontarsi le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti di primo livello. Due misure che concorrono a rendere la progettazione più rigorosa e che, rispetto ai metodi in uso finora, possono inquadrare gli edifici in una classe energetica diversa. Sono solo alcune delle innovazioni apportate dal Dm 28 ottobre 2025 che modifica il cosiddetto decreto “requisiti minimi”. Le nuove regole saranno in vigore dal 3 giugno 2026.
1 - Verifica più accurata per i ponti termici
Il decreto rafforza l’attenzione verso il benessere termoigrometrico e la qualità dell’aria interna e impone una verifica più accurata dei ponti termici, ossia delle porzioni dell’involucro dove c’è dispersione di calore a causa di discontinuità di tipo costruttivo, strutturale o geometrico e dove si utilizzano materiali con diversi valori di conducibilità termica.
Sono punti in cui vi è un incremento del flusso termico ed in corrispondenza dei quali si ha una maggiore perdita di energia che determina temperature superficiali più basse da cui derivano problemi di muffa e condensa.
Più nel dettaglio, per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni importanti di primo livello, l’edificio di riferimento, ossia quello target cui l’edificio reale deve confrontarsi, ingloba ora anche cinque tipologie di ponti termici relativi ai nodi: balcone, cassonetto, davanzale, architrave e spalla del serramento, per i quali sono fornite le trasmittanze termiche lineiche, ossia un parametro che ci dice quanto il nodo incriminato incide nel calcolo della dispersione energetica. Sono parametri con cui il progetto dell’edificio deve confrontarsi e che non vanno sforati e questo induce ad entrare nel dettaglio della verifica dei ponti termici, che – se non soddisfano i nuovi parametri – vanno corretti.








