Renault e Stellantis, voci di fusione e patto a tre per l'Airbus dell'auto
Tornano i rumors sulla creazione di un mega gruppo che aggreghi i due gruppi. Il 15 ottobre è previsto un incontro congiunto tra Luca de Meo e Carlos Tavares al quale dovrebbe partecipare Oliver Zipse, ceo di Bmw. Crescono le speculazioni su un patto teso a fare squadra in Europa
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Ritornano, sempre più insistenti, le voci di una fusione tra Renault e Stellantis che porterebbe alla creazione di un gigante con 18 marchi ed economie di scala forse in grado di sostenere il difficile momento dell’automotive che affronta la complessa e altalenante transizione energetica. Le prime voci erano circolate lo scorso febbraio, poi però della fusione nessuna traccia, ma restavano gli appelli di politica e industria, tra cui proprio i vertici di Renault e di Luca de Meo in persona, volti a favorire la costituzione di una sorta di Airbus dell’auto europea.
Progetto che piace ad alcuni governi, quello francese in primis, ma non a Carlos Tavares ceo di Stellantis, che in molte occasioni, anche direttamente al Sole 24 Ore, ha paventato i rischi di una eccessiva omogeneizzazione di marchi, modelli e progettazione nonché una possibile della riduzione del livello di innovazione a causa della minor concorrenza.
Questo però avveniva mesi fa, che con l’attuale velocità di evoluzione dell’automotive è davvero un’altra epoca. Ed è diventato urgente abbattere i costi e competere con i cinesi, o quantomeno trovare forme d’alleanza e di contenimento come ha fatto Renault con Geely (che controlla Volvo) ed è in partnership nella joint venture Horse (per i motori termici) oppure Stellantis con Leapmotor. Un possibile mega gruppo, potrebbe avere Luca de Meo come ceo.
Carlos Tavares, inoltre, potrebbe lasciare la plancia di comando del gruppo Franco-italo-americano, nel 2026 alla scadenza del mandato. A spingere verso la mega fusione potrebbe anche essere l’esigenza di costruire vetture elettriche leggere ed economiche (e produrle costa tanto e i margini sono bassi) e per fare questo servono sinergie (Renault le aveva cercate con il gruppo Vw ma non si è arrivati a nulla). Tuttavia, in un recente editoriale sul Sole 24 Ore Luca de Meo ha espressamente indicato, commentando il piano Draghi, che all’automotive europea serve fare squadra e che servono veicoli più compatti e leggeri. Del resto, la sostenibilità dell’auto passa, è noto, proprio dal contenimento di dimensioni e pesi.
Le prossime settimane saranno cruciali per capire cosa succederà e con quali tempi, però c’è un appuntamento importante: il salone di Parigi che aprirà il 13 ottobre (Renault sotto i riflettori del Mondial de l’Auto svelerà la R4 definitiva e un concept avanzato della nuova Twingo elettrica), ma non basta: il 15 ottobre si terrà un summit riservata a pochi media, tra qui il Sole 24 Ore, dove interverranno insieme a Luca de Meo, Carlos Tavares e, a quanto risulta, ma è da confermare, Oliver Zipse numero uno del gruppo Bmw (che peraltro è pioniere dell’elettrico ma mantiene una strategia multi energia). Cosa possiamo aspettarci? Magari una “dichiarazione di sistema”, anche solo una “cordiale entente”, tra i tre gruppi per avviare un dialogo e magari arrivare a mettere insieme risorse industriali e tecnologiche per affrontare questi difficili tempi dell’automobile.



